Gioco
L'ultimo anticipo del signor Tosto
David Biuzzi
«Lascio l'Empoli, non sono più in grado di dare il contributo che serve»
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EMPOLI. L'ultimo anticipo. Già, se fosse un film il titolo sarebbe questo. Si tratta, però, della vicenda professionale e personale di Vittorio Tosto. Della sua storia con l'Empoli, per la precisione. Il 36enne difensore calabrese, infatti, ha annunciato la volontà di lasciare dopo 4 anni e mezzo di militanza. «Qui ho passato tanti anni belli - spiega - come in un nessuna altra piazza (e, in carriera, sono state davvero molto, ndr) sono riuscito a creare rapporti umani che dureranno per sempre, da quello con il presidente a quello con l'ultimo dei magazziniere. Un'esperienza eccezionale e, proprio per questo, ho deciso che quella di domenica, col Grosseto, sarà la mia ultima partita con la maglia dell'Empoli». Tosto, insomma, ancora una volta interviene prima sulla palla. Prima, cioé, che si possa parlare del suo contratto in scadenza e di un eventuale rinnovo. «Proprio per i rapporti che vi dicevo prima - sottolinea - ho deciso di togliere i dirigenti da un eventuale imbarazzo. Non so che pensieri avessero su di me, ma so benissimo che l'Empoli ha e avrà bisogno di gente che corre e io non sono più in grado di farlo per 40 partite. Meglio lasciare ora, insomma, meglio lasciare a uno più giovane». Un atto di grande onestà, dunque, che fa onore a Tosto. «Francamente mi sembra il minimo - sostiene lui - visto il rapporto che ho con la società, con i compagni e con i tifosi. Forse avrei potuto stare qui un'altra stagione, ma non mi sento in grado di dare una mano a livello tecnico e mi sembrerebbe di prendereà in giro Empoli, l'Empoli e i suoi tifosi». Sulla decisione hanno influito anche i tanti piccoli infortuni accusati quest'anno. «A mio avviso - rivela Tosto - la prossima stagione sarà fondamentale per l'Empoli. Ci sarà bisogno di gente che corre, che corre tanto e che corre sempre. Quindi non di un "vecchietto" pieno di acciacchi come me». Fra l'altro quella di domenica potrebbe essere non solo l'ultima partita di Tosto nell'Empoli, ma l'ultima in assoluto. «Non ho ancora deciso - dice - ma è vero, potrei smettere. Forse darò una mano a qualche amico, mettendo la mia esperienza a servizio di qualcuno (la Lucchese?, ndr), ma ancora non lo so. Ne parlerò con mia moglie, coi miei figli, e decideremo. Sicuramente continuerò il mio impegno per i giovani: dopo il centro aperto a Lucca vorrei fare qualcosa di simile per il mio paese, Marina di Cariati, dove per i ragazzi c'è poco o niente». Forse ci sarà anche un futuro nel calcio, con altre vesti, ma per ora c'è solo l'addio a Empoli. A testa alta, da signore. «Il ricordo più bello? Ce ne sono tanti - risponde il difensore - ma fra i più belli in assoluto di tutta la mia carriera c'è e ci sarà sempre Zurigo. Vedere mille tifosi empolesi in Svizzera mi ha riempito gli occhi e il cuore. E ancora oggi, se ripenso alla mia carriera, è la prima immagine che mi torna in mente».
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