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Il senatore Grassi spinge la Cerretese

Samuele Grassi ai tempi in cui indossava la maglia del Pisa
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Samuele Grassi ai tempi in cui indossava la maglia del Pisa

L'ex "pro" non ha dubbi: «Siamo pronti a giocarcela a viso aperto con la Lampo»

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 CERRETO GUIDI. La Real Cerretese ha eliminato l'Appennino Pistoiese ed è in finale dei playoff di Promozione. Adesso affronterà la Lampo in un derby avvincente. E' l'ennesima impresa nel ciclo Marchi. Su una solida base quest'anno si sono aggiunti giocatori con esperienza professionistica come Samuele Grassi. Classe 1980, sangue napoletano, nato in provincia di Modena, residente a Fucecchio da 9 anni, ha iniziato nel Sassuolo in C2, per poi militare alcuni anni in serie D tra cui una parentesi a San Gimignano e in C con Cuioiopelli, Pisa, Cisco, Sangiovannese e Paganese.  Dopo alcuni mesi trascorsi in Belgio ha scelto di stare più vicino alla figlia Asia di un anno e mezzo accettando la discesa tra i dilettanti. Ha debuttato a gennaio nella Real Cerretese dando un fondamentale contributo alla conquista del 3º posto. Prima nel suo ruolo di attaccante esterno con diversi gol, poi per esigenze tattiche anche da terzino e mediano. «Contro l'Appennino nella semifinale dei playoff ho fatto addirittura il difensore centrale sia in casa che fuori - spiega - e tutto sommato è andata bene: abbiamo passato il turno senza subire reti e ho rischiato di segnare due volte su calci piazzati. Comunque non era la prima volta in questa posizione: il mister mi aveva utilizzato in altre due occasioni».  Ora vi aspetta la Lampo.  «È una squadra con giocatori molto tecnici. Rispetto a noi era ben più accreditata nella corsa verso la promozione, ma siamo pronti a giocare a viso aperto. Io e Daniele Balli ci metteremo l'esperienza da professionisti, i vari Niccolini, Benvenuti, Panzani e altri quella degli spareggi già giocati fra i dilettanti, i giovani la vivacità e la voglia di arrivare. Siamo svantaggiati dalla posizione in classifica e dovremo vincere almeno una delle due partite di finale. Ma essendo più propensi al gioco d'attacco che al contenimento non ci spaventa questa prospettiva».  Come è stato il rapporto con mister Marchi.  «Prima di tutto è un amico fuori dal campo. Ha il pregio di dire sempre quello che pensa e di far rendere al massimo i propri giocatori. Mi sono adattato al 4-3-1-2 che prevede l'impiego di Benvenuti e Lava di punta. Anche da difensore qualità come la corsa, lo stacco aereo e le risorse tecniche mi hanno fatto comodo».  Racconti l'avventura nella serie A belga.  «La rifarei a occhi chiusi. Mi ha presentato al Mons il consulente di mercato Alberto Malusci. Lì ho trovato giocatori italiani come Mirri e Pistone. La società ha messo a disposizione un'organizzazione, una precisione e strutture invidiabili. Ci allenavamo in un centro con tre campi e un albergo. Ho giocato poche partite, ma segnato un gol in Coppa contro lo Standard Liegi e uno in campionato contro il Club Brugge».  Nella sua carriera italiana cosa ricorda con più piacere?  «Come società e ambiente il Pisa. Come allenatore Paolo Indiani: l'ho avuto a San Gimignano e alla Sangiovannese e quest'anno voleva riportarmi a Pisa. L'esperienza che mi ha fatto maturare di più è stata proprio quella a San Giovanni in C1 nel 2006/07: un anno senza stipendio, ma nessun allenamento saltato e salvezza raggiunta ai playout contro il Pizzighettone».

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