Attenzione
Anche Marianini assicura fedeltà
David Biuzzi
Le presenze, minuto più minuto meno, sono quelle, i gol addirittura di più. L'anzianità di servizio è simile, la scadenza del contratto la stessa. In casa Empoli, dunque, la precarietà non è un'esclusiva di capitan Vannucchi. Ci sono altri elementi che, al 30 giugno, saranno "disoccupati" del pallone. Si tratta di Cupi, Tosto, Saudati, D'Amico. Ma, nel caso specifico, parliamo di Francesco Marianini, uno dei giocatori che, in stagione, ha avuto il rendimento più elevato
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EMPOLI. Le presenze, minuto più minuto meno, sono quelle, i gol addirittura di più. L'anzianità di servizio è simile, la scadenza del contratto la stessa. In casa Empoli, dunque, la precarietà non è un'esclusiva di capitan Vannucchi. Ci sono altri elementi che, al 30 giugno, saranno "disoccupati" del pallone. Si tratta di Cupi, Tosto, Saudati, D'Amico. Ma, nel caso specifico, parliamo di Francesco Marianini, uno dei giocatori che, in stagione, ha avuto il rendimento più elevato.
Il centrocampista di Pisa, dunque, è "fra color che son sospesi", ma non ha ricevuto le stesse attenzioni del compagno. «Ma è normale che sia così - ribatte subito il diretto interessato - Ighli è un giocatore fantastico e anch'io, da tifoso dell'Empoli, penserei a lui. Nessuna gelosia, insomma».
Resta il fatto che anche lei non conosce il suo futuro. O no?
«E' così. Ho il contratto in scadenza e, per ora, non ho parlato con la società».
Preoccupato?
«Potrei essere più sereno, questo è chiaro, ma so che la società al momento non si è mossa con nessuno. Dunque non si tratta di una discriminazione nei miei confronti. Sono in attesa, questo sì, ma penso che il colloquio prima o poi ci sarà».
Ma, intanto, con lei si dovrebbe essere già fatto vivo il Novara...
«Ne approfitto per chiarire bene questa cosa. La voce del Novara cirola già da un mese, ma se ne parla soprattutto perché c'è un allenatore, Tesser, con cui sono stato bene a Trieste e con il quale ho un rapporto di stima reciproca. E' una possibilità che esiste, dunque, ma al momento niente di più. Perché, sia chiaro, io aspetto di parlare con l'Empoli».
Anche per lei, dunque, la prima scelta è restare.
«Senza ombra di dubbio. Ormai sono qui da qualche anno (arrivò nell'estate del 2006, ndr) e mi trovo a meraviglia. Empoli è casa mia, insomma, e prima di prendere una qualsiasi decisione voglio sapere se la società ha dei progetti su di me e, eventualmente, quali».
E se l'Empoli non dovesse chiamarla?
«Non è motivi di credere che possa accadere una cosa del genere. Per i rapporti che ci sono qui, per la serietà dei dirigenti, lo ritengo non improbabile ma assolutamente impossibile».
Però potreste non trovare un accordo: l'Empoli vuole ridurre ancora il monte-ingaggi.
«Questo è un altro discorso. Certo, può capitare che non ci si trovi sull'aspetto economico, ma anche sul progetto tecnico o su altre questione. Per quella è che la mia storia a Empoli, però, ribadisco che prima di prendere qualsiasi decisione voglio ascoltare quello che avranno da dirmi i dirigenti».
E per lei, come ha già detto, Empoli è la prima scelta.
«Esatto. Voglio restare, l'ho detto e lo ribadisco. Poi ci sta anche di non trovarsi d'accordo, ma in questo caso me ne andrei ringraziando tutti e stringendo la mano a tutti».
Però se ne andrebbe al termine del suo anno migliore.
«In termini numerici, cioé di presenze e gol, sì. Ma, tutto sommato, è stato un anno buono per tutti. Potevamo e volevamo i playoff, è vero, ma almeno ce la sia giocata quasi fino alla fine».
Il centrocampista di Pisa, dunque, è "fra color che son sospesi", ma non ha ricevuto le stesse attenzioni del compagno. «Ma è normale che sia così - ribatte subito il diretto interessato - Ighli è un giocatore fantastico e anch'io, da tifoso dell'Empoli, penserei a lui. Nessuna gelosia, insomma».
Resta il fatto che anche lei non conosce il suo futuro. O no?
«E' così. Ho il contratto in scadenza e, per ora, non ho parlato con la società».
Preoccupato?
«Potrei essere più sereno, questo è chiaro, ma so che la società al momento non si è mossa con nessuno. Dunque non si tratta di una discriminazione nei miei confronti. Sono in attesa, questo sì, ma penso che il colloquio prima o poi ci sarà».
Ma, intanto, con lei si dovrebbe essere già fatto vivo il Novara...
«Ne approfitto per chiarire bene questa cosa. La voce del Novara cirola già da un mese, ma se ne parla soprattutto perché c'è un allenatore, Tesser, con cui sono stato bene a Trieste e con il quale ho un rapporto di stima reciproca. E' una possibilità che esiste, dunque, ma al momento niente di più. Perché, sia chiaro, io aspetto di parlare con l'Empoli».
Anche per lei, dunque, la prima scelta è restare.
«Senza ombra di dubbio. Ormai sono qui da qualche anno (arrivò nell'estate del 2006, ndr) e mi trovo a meraviglia. Empoli è casa mia, insomma, e prima di prendere una qualsiasi decisione voglio sapere se la società ha dei progetti su di me e, eventualmente, quali».
E se l'Empoli non dovesse chiamarla?
«Non è motivi di credere che possa accadere una cosa del genere. Per i rapporti che ci sono qui, per la serietà dei dirigenti, lo ritengo non improbabile ma assolutamente impossibile».
Però potreste non trovare un accordo: l'Empoli vuole ridurre ancora il monte-ingaggi.
«Questo è un altro discorso. Certo, può capitare che non ci si trovi sull'aspetto economico, ma anche sul progetto tecnico o su altre questione. Per quella è che la mia storia a Empoli, però, ribadisco che prima di prendere qualsiasi decisione voglio ascoltare quello che avranno da dirmi i dirigenti».
E per lei, come ha già detto, Empoli è la prima scelta.
«Esatto. Voglio restare, l'ho detto e lo ribadisco. Poi ci sta anche di non trovarsi d'accordo, ma in questo caso me ne andrei ringraziando tutti e stringendo la mano a tutti».
Però se ne andrebbe al termine del suo anno migliore.
«In termini numerici, cioé di presenze e gol, sì. Ma, tutto sommato, è stato un anno buono per tutti. Potevamo e volevamo i playoff, è vero, ma almeno ce la sia giocata quasi fino alla fine».
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