Sicurezza
L'Empoli perde la gara e anche la faccia...
David Biuzzi
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La delusione degli azzurri che escono dal campo a testa bassa mentre i giocatori dellAlbinoleffe festeggiano la salvezza matematica Tanti errori e zero stimoli: all'Albinoleffe basta un tempo per fare festa al Castellani
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EMPOLI. L'imbattibilità del Castellani se l'era portata via il Brescia, l'ultima speranza di playoff il Vicenza. Con l'Albinoleffe, così, l'Empoli chiude il cerchio di due settimane da incubo e perde l'unica cosa che gli era rimasta: la faccia. O almeno una buona parte di credibilità, visto soprattutto quello che succede in un primo tempo che somiglia tanto a un film tragi-comico. Senza speranza. Gli azzurri lo iniziano col 4-4-2 annunciato, mentre Mondonico sceglie il 3-4-2-1. Le alchimie tattiche, però, contano il giusto. Certo la superiorità numerica in mezzo consente ai bergamaschi di gestire quasi comodamente il possesso palla, ma sono soprattutto le motivazioni a fare la differenza. Gli stimoli dell'Empoli, infatti, sono molto vicini ai -273,15 gradi Celsius, ovvero 0 assoluto, mentre l'Albinoleffe, salvo virtualmente, vuole (fortissimamente vuole) il punto che certifichi la permanenza in B. Così gli azzurri guardano e gli ospiti giocano. Segnano, ovviamente, e lo fanno non una, non due ma ben tre volte. Con facilità quasi irrisoria, visto che sono sempre gli errori individuali di uno o più azzurri a favorire la passeggiata della Mondonico-band verso lo striscione dell'obiettivo stagionale. L'Empoli è in difficoltà piena, insomma, anche perché ben presto le punte si isolano in avanti, i due mediani devono soprattutto rincorrere gli altri e gli esterni s'accedono solo in rare occasioni. Minimo sindacale. Se non siamo all'encefalogramma piatto, insomma, poco ci manca. Così segnalare una ripresa migliore (anzi, meno peggio) diventa quasi scontato. C'è tempo per l'esordio di Pelagotti e l'ingresso di Vannucchi (osannato dai tifosi che inviano un messaggio chiaro alla società: il capitano, in scadenza, deve assolutamente restare), ma anche per una reazione. Niente di clamoroso, sia chiaro, ma almeno l'orgoglio spunta fuori. E tanto basta, insieme al fisiologico calo dell'Albinoleffe, per assistere a una frazione in cui gli azzurri spingono con convinzione e gli ospiti si difendono concedendo sempre più campo. Con il 4-2-3-1 e l'impegno al minimo sindacale, dunque, gli azzurri collezionano angoli (alla fine saranno addirittura 16 quelli calciati), colpiscono un palo (Kokoszka) ed esaltano Pelizzoli (eccellente su De Giorgio e Vannucchi). Il gol della bandiera ci starebbe tutto e arriva allo scadere per un generoso rigore (il "mani" di Passoni è assai dubbio) che Celi assegna ed Eder trasforma. Il brasiliano, così, si isola al comando della classifica marcatori. Ma questa è l'unica buona notizia di un pomeriggio da dimenticare in fretta e riscattare ancora prima...
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