Il Tirreno

Empoli

Campilongo mastica amaro

Marco Fani
Il tecnico Salvatore Campilongo
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Il tecnico Salvatore Campilongo

«Tutto da dimenticare l'approccio alla partita Però scendere in campo senza obiettivi è difficile»

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 EMPOLI. «Oggi l'Albinoleffe aveva motivazioni più forti delle nostre e si sono viste soprattutto nell'approccio alla partita». È amaro a fine gara il commento del tecnico azzurro Salvatore Campilongo, che prova a spiegare la prestazione negativa dei suoi calciatori. «Ho fatto alcuni cambiamenti di formazione provando ad inserire calciatori freschi che avevano avuto poche o nessuna possibilità come è stato nel caso di Kokoszka o Mori - continua l'allenatore azzurro - e lo stesso ho fatto anche per la linea mediana, con l'inserimento dall'inizio di Cesaretti. Eravamo consapevoli che avremmo potuto pagare qualcosa sul piano dell'esperienza, ma nel primo tempo è mancato anche il supporto dei calciatori più esperti. Eravamo troppo lunghi e mancavano completamente i collegamenti tra le linee».  Difficile ripartire in vista della prossima sfida col Sassuolo. Col rischio concreto di chiudere negativamente la stagione. «Ho fatto il calciatore anch'io - prosegue Campilongo - e quando scendi in campo senza più obiettivi si fa dura. All'Albinoleffe mancava un punto per la salvezza matematica e sono stati più determinati di noi. Detto questo non sarà facile ricaricare le pile. E non esiste una ricetta sicura. Ma abbiamo l'obbligo di cercare di finire positivamente il campionato, per non buttare alle ortiche la stagione. Voglio un Empoli che riesca, quanto meno, a dare battaglia».  Una partita già chiusa nel primo tempo, che ha visto il debutto del secondo portiere Alberto Pelagotti, schierato nella ripresa al posto del titolare Davide Bassi. «Purtroppo Bassi ha commesso un errore in occasione del secondo gol bergamasco - continua il mister - che nel calcio ci può stare. Ha chiesto di essere sostituito e ho deciso per il cambio, visto che per un portiere il fattore psicologico è sicuramente determinante ancora di più che in altri ruoli».  Campilongo ammette le proprie responsabilità, ma chiede uno sforzo ulteriore ai suoi calciatori. «Bisogna ripartire dalla buona ripresa - conclude - una frazione in cui siamo stati anche un po' sfortunati e dove abbiamo creato delle buone occasioni per segnare. Anche dai miei attaccanti voglio maggiore determinazione: hanno giocato troppo per se stessi e poco per la squadra. E purtroppo si riesce a segnare soltanto con un gioco corale».

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