Il Tirreno

Empoli

PARLA GALLIGANI

Filippo Cioni

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 CERRETO GUIDI. Bocche cucite in casa del Lazzeretto. Mister Alano Galligani non si pronuncia sulla formazione che va dunque ipotizzata, si lascia invece scappare qualcosina sul tema infortuni. «Ho un giocatore acciaccato, ma non vi dico chi.  La tensione, come è giusto che sia, sale in vista della super sfida di questa sera. In caso di vittoria il Lazzeretto bisserebbe il successo dell'anno 2005/06. Galligani (che già sul podio più alto c'è andato, ma col Sovigliana nel 2000) fa gli scongiuri, non si scopre ma è molto sereno. «La squadra sta bene - ammette - spero ovviamente di vincere io con le armi che hanno sempre contraddistinto la squadra durante la stagione». Obbligatoria la domanda sull'avversario, quel Piaggione di Enrico Neri a cui Galligani manda un abbraccio simbolico. «Sono ottimi amici - dice - una buona squadra. Sul campo temo in particolar modo Magnolfi, è l'uomo con più esperienza ed è capace davvero di mettere chiunque in seria difficoltà». Il Lazzeretto di Galligani arriva al Castellani dopo un tour de force. Ha battuto Bassa, Villanova e Sovigliana partendo dagli ottavi. Il Piaggione, al contrario, è entrato in scena dai quarti. «Non è stato tutto negativo giocare una gara in più - spiega il mister - ci ha permesso di mantenere il ritmo giusto, di non fare pause». Galligani ripensando a tutta la stagione loda la sua squadra. «Senza dubbio si tratta di un buon gruppo - spiega - sono convinto, e lo abbiamo dimostrato, che possiamo vincere davvero con tutti quando siamo al completo. Resta solo il piccolo rammarico di aver giocato tutto il girone di ritorno del campionato con gli uomini contati». Il Lazzeretto ha, infatti, pagato la situazione chiudendo terzo nel girone A. Ora, in ogni caso, conta poco. Questa sera c'è una finale da giocare in uno stadio importante e Galligani vuol farla sua. Gli chiediamo come festeggerebbe il successo ma lui, come all'inizio di conversazione, torna a fare gli scongiuri. «Non abbiamo pensato a niente.Prima vinciamo e poi vediamo cosa fare».

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