Il Tirreno

Empoli

I protagonisti di domani. Ci sono calcio e mare nella vita del centrocampista-bomber

Lo Sicco si divide tra due passioni

Filippo Cioni
Fabrizio Lo Sicco in azione
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Fabrizio Lo Sicco in azione

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 EMPOLI. Fabrizio Lo Sicco, da buon siciliano, tifa Palermo e impazzisce per Fabrizio Miccoli. Finita qui? No, perché il talento della Primavera azzurra in verità di idoli ne ha anche un altro: Ighli Vannucchi. Lo accomuna, al capitano della truppa di Campilongo, la passione per la pesca. Quando sveste la casacca di centrocampista, insomma, Lo Sicco prende il suo gommone, solca il mare e si mette a pescare lontano dalla costa. «È una passione che mi accompagna da quando avevo solo 12 anni - racconta il giocatore - come mio padre amo prendere una piccola imbarcazione e gettare l'amo. Non chiedetemi di pescare in lago o in fiume, a me piace il mare aperto e basta. Da vero siciliano».  Pesca e pallone a braccetto nella vita del centrocampista avanzato di Ettore Donati. Ha iniziato a dare i primi calci al cuoio a quattro anni, a Palermo, poi per motivi di lavoro del padre si è trasferito a Follonica. «Ho giocato lì per alcuni anni, poi l'Empoli mi ha "arruolato". Ho fatto tutta la gavetta delle giovanili ricoprendo ruoli diversi e adesso sono orgoglioso di essere approdato in Primavera». Lo Sicco quest'anno ha disputato un'ottima stagione, segnando otto reti. «Quella più bella? Alla Fiorentina nel ritorno di Coppa Italia. Una soddisfazione averla estromessa dalla manifestazione». Lo Sicco ha un destro che non perdona. «Ho anche un ruolo che mi permette di segnare abbastanza - ammette - e poi ho compagni di reparto come Guitto e Signorelli che mi hanno confezionato degli assist da paura. Sbagliare sarebbe stato proprio impossibile».  Lo Sicco sogna un giorno di toccare palcoscenici ancora più prestigiosi, intanto si gode il secondo di due anni con gli azzurrini. «Il nostro è uno spogliatoio unito. Con Guitto e Crafa ho, in particolar modo, un rapporto intenso. In pratica stiamo sempre insieme, anche se loro non amano pescare». Anche perché Fabrizio è single, ma sicuro prima o poi di fare gol anche qui. Vive in casa con Guitto e ha due fratelli che vede spesso: Giada che fa l'insegnante di pattinaggio e Alessio (che Fabrizio ammette essere più scarso di lui a pallone). Magari verranno a vederlo domani a Monteboro contro l'Inter, per l'andata degli ottavi di finale del campionato. «Sarà una partita dura - conclude Lo Sicco - ci impegneremo al massimo». Nella speranza che "peschi" il suo solito jolly...

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