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Pelanti rilancia le azioni del Montelupo

Roberto Felici
Simone Pelanti (Montelupo)
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Simone Pelanti (Montelupo)

Simone Pelanti, da due anni in forza al Montelupo, era una delle più grandi promesse del settore giovanile della Fiorentina. Fece anche un'esperienza in Inghilterra, al Southampton, a 17 anni nel corso della stagione 1998/99. Poi il ritorno in viola per completare la trafila del vivaio con l'approdo nella Primavera

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MONTELUPO. Simone Pelanti, da due anni in forza al Montelupo, era una delle più grandi promesse del settore giovanile della Fiorentina. Fece anche un'esperienza in Inghilterra, al Southampton, a 17 anni nel corso della stagione 1998/99. Poi il ritorno in viola per completare la trafila del vivaio con l'approdo nella Primavera. Si allenava spesso con la prima squadra, in quel periodo, e durante la gestione di Giovanni Trapattoni gli venne assegnato anche il numero di maglia (il 33 per l'esattezza), ma senza mai riuscire a esordire in competizioni ufficiali.

Dopo alcuni brevi spezzoni in serie C tra Lecco, L'Aquila, Sant'Anastasia, Reggiana e Brescello, è sceso tra i dilettanti tornando a Firenze nella Rondinella (che allora militava nel campionato di serie D). Il resto della carriera lo ha svolto in Eccellenza (Chiusi, Pianese e due anni a Barberino) prima di approdare a Montelupo, in Promozione. E, con gli amaranto, sta inseguendo la sua prima promozione.

«Nello scorso torneo abbiamo fatto le prove generali partecipando ai playoff - spiega - la semifinale col Bientina era alla nostra portata, ma dopo la vittoria casalinga ci siamo presentati al ritorno un po' rimaneggiati e alcuni episodi sfortunati ci hanno condannato. Adesso stiamo cercando di arrivare agli spareggi con la migliore posizione possibile e l'ultima giornata sotto questo punto di vista è stata positiva. Un buon pareggio nello scontro diretto di Pitigliano e la sconfitta del Sorgenti Labrone a Donoratico hanno permesso di consolidare il secondo posto».

Come è stata la lunga trasferta di domenica scorsa?
«Siamo partiti eccezionalmente nel pomeriggio di sabato per andare a dormire vicino a Bolsena. Per molti giovani si è trattato del primo ritiro che è servito anche a far gruppo in un momento così delicato dopo il cambio di allenatore. Nel primo tempo i padroni di casa hanno avuto più iniziativa. Dopo 20' siamo stati costretti a cambiare l'infortunato Dainelli con l'ingresso di Pronjaj e l'abbassamento sulla linea difensiva di Cianti. Nella ripresa meritavamo di vincere considerando il palo di Calamassi, il rigore dubbio concesso al Pitigliano, uno negato a Paci (espulso per proteste nella circostanza Giannelli, ndc) e le nostre iniziative offensive. Comunque un punto pesante su un campo difficile».

Come va con il modulo 4-4-2?
«Stiamo cercando di adattarci perché il nuovo mister ha cambiato diverse cose, non solo tattiche. In mezzo al campo adesso siamo due invece di tre mediani, ma in compenso la fasce sono più coperte. I risultati per ora stanno dando ragione a questa svolta con una meritata vittoria casalinga e un pareggio esterno. Ma al di là dei moduli qualcosa doveva per forza cambiare dopo 9 risultati negativi. Il brillante Montelupo del girone d'andata era destinato a tornare a galla».

Anche la situazione fisica della squadra è migliorata?
«Abbiamo passato brutti momenti da questo punto di vista. Adesso col rientro di Pazzi siamo a posto. Personalmente sono abituato a convivere con gli acciacchi a causa di vecchi problemi muscolari alla gamba destra accumulati a Barberino. Comunque sono contento di aver giocato più dell'anno scorso saltando solo un paio di partite».

Il veterano Banchelli come si è inserito?
«E' arrivato nel peggior periodo stagionale del Montelupo, ma con la sua esperienza sta dando una mano importante ad uscire dalla crisi e a preparare al meglio l'appuntamento coi playoff. Anche quando non segna, come a Pitigliano, si rende utile nel tener palla e negli appoggi ai compagni».

Domenica prossima turno abbordabile col Castelfranco?
«In questa fase tutte le squadre hanno bisogno di punti e nessuna si presenta in tono dimesso. Cercheremo i tre punti sapendo che siamo favoriti solo sulla carta».
L'avversaria da evitare nei playoff?
«Sul piano tecnico una vale l'altra: conterà molto la condizione del momento. Comunque, visto l'ambiente caldo e la lontananza, forse sarebbe meglio non tornare a Pitigliano».

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di Redazione web