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Questa volta l'Empolis'inceppa in casa

David Biuzzi
L’abbraccio fra gli azzurri dopo il calcio di rigore conquistato e realizzato da Eder che aveva dato l’illusione di un facile successo
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L’abbraccio fra gli azzurri dopo il calcio di rigore conquistato e realizzato da Eder che aveva dato l’illusione di un facile successo

Doveva succedere, prima o poi. Doveva succedere che l'Empoli sbagliasse una partita in casa, dove ha costruito le sue fortune e conquistato 10 delle 11 vittorie. Doveva succedere, insomma, ed è successo col Gallipoli. Perché il pari del Castellani ci sta tutto. Non per il numero delle occasioni, probabilmente, ma quanto per la qualità del gioco che stavolta proprio non si vede.
Ingenuità. Eppure in avvio il 4-3-1-2 studiato e provato in settimana sembra in grado di venirne a capo

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EMPOLI. Doveva succedere, prima o poi. Doveva succedere che l'Empoli sbagliasse una partita in casa, dove ha costruito le sue fortune e conquistato 10 delle 11 vittorie. Doveva succedere, insomma, ed è successo col Gallipoli. Perché il pari del Castellani ci sta tutto. Non per il numero delle occasioni, probabilmente, ma quanto per la qualità del gioco che stavolta proprio non si vede.

Ingenuità. Eppure in avvio il 4-3-1-2 studiato e provato in settimana sembra in grado di venirne a capo. Nonostante l'accorto 3-5-2 dei salentini, cioé, la partenza è buona e lo testimonia il primo tiro in porta: arriva il 2' e la firma è di Eder. Col passare dei minuti, però, il Gallipoli comincia a occupare meglio il campo e, pur senza pungere, tiene bene la palla e rischia sempre meno. Anche perché il cervello azzurro, Musacci, commette errori inusuali e con Vinci dirottato a sinistra per l'ecatombe di terzini (out Tosto e Gulan, noie anche per Iacoponi) la manovra ha un possibile sviluppo in meno. Fortuna vuole, però, che Vannucchi, Eder e Coralli non abbiano voglia di stare a guardare. Così l'Empoli s'affida agli strappi dei "tre tenori" e a qualche palla portata su da Antonazzo. Tanto basta per sfondare, con Coralli che chiude un'azione infinita, e mettere la gara sui binari preferiti. Con la testa avanti, infatti, gli azzurri qualcosa di buono la combinano, ma sul tramonto della prima frazione un'ingenuità (Vinci e D'Amico chiudono troppo la diagonale lasciando spazio alle loro spalle) azione il precisissimo destro di Daino per il primo pari ospite.

Solo 15'. E' un brutto colpo, per l'Empoli, che però lo incassa bene. I primi 15' della ripresa, infatti, sono i migliori della partita. Trascinati da Eder gli azzurri costruiscono occasioni su occasioni e al 12', proprio col brasiliano, arriva l'episodio chiave. Ovvero il fallo da rigore di Franchini, con conseguente espulsione del difensore e rituale trasformazione del penalty del bomber sudamericano. Il più sembra fatto, ma la reazione ospite è immediata e "piede caldo" inchioda Dossena, che in avvio di ripresa rileva l'acciatto Bassi, sul proprio palo con una punizione dal limite. Palla al centro e si riparte, dunque, con l'Empoli che però non ha più la forza di sfruttare la superiorietà numerica. Campilongo prova a rinforzare l'attacco con Fabbrini prima e Saudati poi, ma finisce per sguarnire il centrocampo e consegnare il possesso palla al 4-4-1 del Gallipoli. Non a caso, dopo uno sprecco di Coralli, sono proprio i giallorossi a tirare in porta con Artistico e Daino. Davvero una giornataccia, insomma.

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