Sicurezza
CALCIO
Campilongo chiede aiuto ai senatori
David Biuzzi
◗
Tutta la delusione di Marianini e Bassi dopo uno dei gol del FrosinoneL'amarezza c'è ancora. Ce l'ha stampata in faccia, ce l'ha chiaramente impressa nel tono della voce. Sasà Campilongo è stanco di ingoiare bocconi amari in trasferta e ora, dopo lo scivolone di Frosinone, lancia una sorta di appello alla sua "vecchia guardia"
3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. L'amarezza c'è ancora. Ce l'ha stampata in faccia, ce l'ha chiaramente impressa nel tono della voce. Sasà Campilongo è stanco di ingoiare bocconi amari in trasferta e ora, dopo lo scivolone di Frosinone, lancia una sorta di appello alla sua "vecchia guardia".
«Il problema è quello di sempre - spiega il tecnico azzurro - ed è un problema caratteriale. Ci manca la cattiveria, per essere ancora più precisi, perché è impossibile giocare meglio dell'avversario per 70 minuti e poi riuscire a perdere 3-1».
Cioé dovevate chiudere quando il Frosinone era in difficoltà?
«Anche. Le occasioni ci sono state, perché sull'1-1 siamo arrivati almeno tre volte con l'uomo davanti al portiere. Ma al di là del gol sbagliato o di quello annullato che poteva essere regolare, quello che non mi va giù è incassare una rete come la seconda. E, soprattutto, non avere poi più la forza di reagire perché c'era il tempo per rimediare e rimontare».
E dunque?
«E dunque è arrivato il momento di dare qualcosa di più, tutti quanti. Io, in prima persona, mi assumo le responsabilità delle scelte e dei miei errori. Non ho la presunzione di pensare di azzeccare sempre tutte le mosse, cioé gli uomini come la disposizione tattica. E, tutti quanti, ora devono fare lo stesso».
Ma è arrabbiato per gli errori di Eder?
«Assolutamente no, ci mancherebbe. Gli errori individuali, davanti come dietro, fanno parte del gioco. Qualche volta incidono sul risultato, altre volte sono meno pesanti, ma sono comunque una componente. Io parlo dell'atteggiamento».
L'impressione è che alcuni giovani talenti fatichino a crescere sotto il profilo della personalità.
«Questo è vero, ed è un punto importante. Ma, trattandosi di giovani, devono essere aiutati in questo senso. Aiutati dall'allenatore, cioé, ma anche dai compagni più navigati, più esperti. Ecco d'ora in poi è importante che la vecchia guardia riesca a dare qualcosa di più in termini di personalità, di carattere. I senatori, in pratica, devono trascinare i più giovani. Aiutarli nei momenti difficili, favorire la loro reazione alle difficoltà che in campo si presentano».
Quindi è ai più navigati che tira le orecchie?
«No, neanche in senso metaforico. Il mio non vuole essere un rimprovero per nessuno. Diciamo un invito, generale, per provare finalmente a migliorare il nostro rendimento in trasferta».
Sul piano del gioco, però, quella di Frosinone non è stata la peggior esibizione dell'Empoli.
«Tutt'altro. Sotto questo profilo mi sembra che ci siano stati alcuni sensibili passi avanti rispetto al recente passato. Nel primo tempo ce la siamo giocata ribattendo colpo su colpo, nei primi 20 minuti della ripresa stavamo addirittura giocando solo noi. Poi, però, è andata come è andata».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
