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Eder sognava un amarcord diverso

David Biuzzi
L’attaccante brasiliano Eder in azione nel corso del match di Frosinone
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L’attaccante brasiliano Eder in azione nel corso del match di Frosinone

Il ritorno, probabilmente, lo aveva sognato diverso. Il premio anche. Alla fine, però, Eder si è dovuto accontentare della targa che il Frosinone gli ha donato per la straordinaria stagione e mezza consumata in Ciociaria. Una consolazione, o forse no visto che le indiscrezioni parlano di un asso brasiliano addirittura in lacrime, al triplice fischio, per il ko

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EMPOLI. Il ritorno, probabilmente, lo aveva sognato diverso. Il premio anche. Alla fine, però, Eder si è dovuto accontentare della targa che il Frosinone gli ha donato per la straordinaria stagione e mezza consumata in Ciociaria. Una consolazione, o forse no visto che le indiscrezioni parlano di un asso brasiliano addirittura in lacrime, al triplice fischio, per il ko. Perché sull'esito del match del Matusa, in effetti, hanno pesato gli errori che il ragazzo di Lauro Muller ha commesso a cavallo dei due tempi - cioé tra la fine del primo e l'inizio del secondo - sul parziale di 1-1.
«Eravamo venuti qui per colpire con il nostro contropiede - ha spiegato Eder a margine della premiazione - ed è andata a finire che in contropiede abbiamo preso il gol del 2-1, quello che ci ha dato la mazzata. Il calcio, purtroppo, è fatto anche di queste cose. Nel momento in cui stavamo giocando meglio siamo andati sotto».
Che sia il contropiede, che siano le decisioni dell'arbitro («mi hanno detto che il mio gol era regolare», ha aggiunto Eder), che siano gli errori dei singoli. Insomma, i motivi sono tanti, ma il risultato è sempre quello: l'Empoli perde in trasferta. «E' un problema che ci portiamo dietro dall'inizio dell'anno - ha raccontato il brasiliano - e che non riusciamo a risolvere. Siamo una squadra giovane, questo influisce, ma certo se vogliamo fare il salto di qualità, dobbiamo cominciare a invertire la rotta fuori casa. Viste come si sono messe le cose, fra l'altro, sarebbero bastati 4 o 5 pareggi in più per essere ben dentro la zona playoff e per giocarsi addirittura la promozione diretta in serie A».
Già, sarebbero bastati. Però non sono arrivati. Così come i gol, lontano dal Castellani, arrivano con troppa difficoltà. Anche quando, come a Frosinone, le occasioni non mancano. E, per la sfida del Matusa, è chiaro che il problema riguarda direttamente Eder. «Ho avuto alcune buone opportunità - ha ammesso - ma non sono riuscito a sfruttarle. Ci tenevo molto, ma nel calcio esistono anche momenti come questo. Ci sono periodi, come a me è capitato nella passata stagione, in cui basta toccare la palla per buttarla dentro, altri in cui non vuole entrare. Ora, purtroppo, sto vivendo proprio un momento così».
Eder, però, non sembra abbattersi. O almeno si sforza di guardare anche agli aspetti positivi. «Da dicembre - racconta - ho fatto molta fatica sui campi pesanti. Ora comincio a sentirmi di nuovo bene, in palla, e spero di continuare su questa strada».

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