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L'Empoli interrompe la serie nera

David Biuzzi
Il centravanti azzurro Claudio Coralli mentre cerca di trovare un varco nella difesa biancorossa: l’attaccante era isolato in avanti
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Il centravanti azzurro Claudio Coralli mentre cerca di trovare un varco nella difesa biancorossa: l’attaccante era isolato in avanti

La buona notizia è che stavolta l'Empoli non perde in trasferta; la brutta è che, oggi, è fuori dalla zona playoff. In mezzo c'è una delle solite prove da esportazione. Ovvero una partita a metà. Stavolta è pessimo il primo tempo e migliore la ripresa. Può essere un punto di ripartenza, è vero, ma ora è impossibile dire se il bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto

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PIACENZA. La buona notizia è che stavolta l'Empoli non perde in trasferta; la brutta è che, oggi, è fuori dalla zona playoff. In mezzo c'è una delle solite prove da esportazione. Ovvero una partita a metà. Stavolta è pessimo il primo tempo e migliore la ripresa. Può essere un punto di ripartenza, è vero, ma ora è impossibile dire se il bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto.

Tutti dietro. In avvio il 4-2-3-1 degli azzurri è quello annunciato, ma bastano pochi minuti (meno di 5) per verificare come si tratti più di un 4-4-1-1 (Antonazzo e De Giorgio partono bassi). Anzi, quasi un 4-5-1 visto che anche Vannucchi si nota più per il lavoro su Bianchi in fase di non possesso che per l'appoggio reale dato a Coralli. Con un atteggiamento accorto, in sostanza, l'Empoli riesce a limitare al minimo le iniziative di un Piacenza vivace ma con due sole individualità rilevanti (Naingollan e Moscardelli), ma di fatto rinuncia anche a giocare. Proprio Coralli, infatti, è isolatissimo in avanti (l'assenza di Eder pesa) e nonostante il proficuo lavoro non può cantare e portare la croce. L'iniziativa di Vannucchi e soci, dunque, si limita a due cross di De Giorgio dalla sinistra (oltre a qualche idea di Musacci) che Puggioni doma senza patemi. Qualcosina di più combinano gli emiliani, ma al tirar delle somme un primo tempo di bruttezza epocale si chiude con una scontato niente di fatto.

Più verve. La ripresa inizia con Graffiedi al posto di Guerra ma, soprattutto, con un Empoli che finalmente decide di giocare. Stessi interpreti e stesso modulo, dunque, ma atteggiamento decisamente diverso. Tanto che, dopo 5 minuti, Puggioni deve già sporcarsi guanti e maglietta per dire di no, in tuffo, a Musacci. E', come detto, il segnale di una ripresa diversa. Perché gli azzurri, sia chiaro, non decollano, ma almeno si tengono sempre in linea di galleggiamento. Solo nella fase centrale della frazione, però, la truppa di Campilongo sembra davvero in controllo totale del match e costruisce un paio di occasionissime (Angella prima, Coralli poi) che tuttavia non cambiano la storia della partita. Costringono, però, i biancorossi a coprirsi, visto che Ficcadenti sgancia l'empolese Bini (difensore) per Simon (attaccante) passando al 4-4-2. Il tecnico azzurro, invece, ci prova con Fabbrini (che rileva De Giorgio a va a sinistra per poi lasciare la fascia a Gulan e andare a supporto di Coralli con Vannucchi in mediana). La vivacità e la freschezza del golden boy producono un buon finale, ma ormai è tardi per sperare di portare a casa l'intera posta in palio.

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