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Orgoglio, cuore e Coralli: l'Empoli c'è

David Biuzzi
Claudio Coralli ha appena incornato alle spalle di Bressan il pallone che regala il pari all’Empoli all’ultimo minuto
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Claudio Coralli ha appena incornato alle spalle di Bressan il pallone che regala il pari all’Empoli all’ultimo minuto

In una giornata difficile e con tante avversità da dover superare il gruppo salva l'imbattibilità interna grazie allo spirito

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EMPOLI. E' lo spirito, ancora quello spirito. L'Empoli, cioé, si trasforma di nuovo nel branco di lupi affammati e salva l'imbattibilità del Castellani con una partita tutta orgoglio e cuore. Quando il primo ko interno della stagione pare ormai una certezza, infatti, spuntano l'assist-man della zona Cesarini, cioé De Giorgio, e la testolina del migliore in campo per distacco, cioé Coralli, a regalare il pari.

Tante avversità. Un risultato che vale come un successo viste i tanti "nemici" da superare. Ad esempio il Sassuolo, che si presenta con lo score della migliore formazione da trasferta e lo conferma, ma anche il terreno di gioco, ridotto quasi a una risaia e quindi poco adatto sia alle caratteristiche dei singoli che alla filosofia della Campilongo-band. Col passare dei minuti, poi, ci si mettono anche l'arbitro Banti, che non commette errori clamorosi ma semplicemente fischia tutto agli emiliani, e un rimbalzo maledetto, che mentre passano i titoli di coda inganna Bassi e consente a Noselli di mandare i neroverdi al riposo avanti di un gol. Risultato solo parzialmente bugiardo perché, anche se il pari sarebbe stato più giusto, il Sassuolo si lascia preferire nel primo spicchio di gara. Merito del 4-3-1-2 scelto da Pioli dopo il forfait di Martinetti e, soprattutto, della mossa di schierare Fusani rifinitore. Il trequartista ospite, infatti, s'incolla su Vannucchi e acuisce i problemi di una mediana, quella di casa, che stenta a trovare le misure senza due "colonne" come Musacci e Valdifiori.

All'arrembaggio. Non a caso, nella ripresa, la prima mossa di Campilongo si chiama Musacci. Rivela Pasquato (mai in gara) e Vannucchi si alza sulla trequarti. L'Empoli sembra ritrovarsi di colpo, anche se continua ad avere poco da Eder, e deve comunque fare attenzione alle veloci ripartenze degli emiliani. Si mette male, insomma, ma la cosa bella (più bella anche del risultato finale) è che gli azzurri non si arrendono. Anzi, con il passare dei minuti aumentano la pressione sulla difesa ospite e scelgono definitivamente la sciabola al posto del fioretto. Così anche un regista puro come Musacci s'esalta come lottatore nel fango e, là davanti, un gigantesco Coralli continua a cantare a portare la croce. E' il momento di insistere, dunque, anche a costo di rischiare. Sasà, così, si gioca prima la carta Fabbrini (per Gulan) e poi quella De Giorgio (per Vannucchi) disegnando i suoi con un 4-2-4 che profuma d'arrembaggio. E siccome gli audaci meritano sempre il premio della fortuna, ecco l'ennesimo gol pesante allo scadere che tiene a galla l'Empoli e le sue ambizioni.

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