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Serie B

E' nel mezzo il tesoro dell'Empoli

David Biuzzi
A sinistra il punto di riferimento dell’Empoli: il centrocampista centrale Gianluca Musacci Qui sopra Angelo Antonazzo che ha già segnato due reti giocando nel ruolo di interno destro e a destra il maratoneta della mediana Mirko Valdifiori in azione nel match contro la Reggina
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A sinistra il punto di riferimento dell’Empoli: il centrocampista centrale Gianluca Musacci Qui sopra Angelo Antonazzo che ha già segnato due reti giocando nel ruolo di interno destro e a destra il maratoneta della mediana Mirko Valdifiori in azione nel match contro la Reggina

L'ANALISI Il 4-3-1-2 sembrava fatto su misura per Musacci ma sta mettendo in luce anche Marianini e Valdifiori

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EMPOLI. Una certezza, in casa Empoli, c'è. Più di una, a essere sinceri, ma fra le tante note liete emerse in questo primo spicchio di stagione c'è qualcosa che rischia di essere sottovalutato. Lo straordinario rendimento della linea mediana azzurra, per la precisione.
Tre moschettieri. Dopo aver a lungo provato il 4-4-2, infatti, alla vigilia delle partite ufficiali (Coppa Italia) il tecnico Campilongo ha deciso di affidarsi al suo marchio di fabbrica. Cioè il centrocampo a 3. Era disegnata con un 4-3-3, ad esempio, la sua Cavese delle meraviglie, mentre per gli azzurri ha scelto il 4-3-1-2 dopo la conferma di Vannucchi. Fatto sta che la decisione di Sasà sembrava cucita su misura di Musacci. Una disposizione, cioè, pensate per esaltare le doti e il fosforo del play basso. Poi, però, nella linea mediana hanno finito per esaltarsi anche i due interni. Ovvero Marianini e Valdifiori.
Gol e corsa. Il primo, infatti, ha trovato il modulo giusto per esaltare le sue doti di inserimento sulla destra. Nel 4-2-3-1 delle passate stagioni, cioè, Marianini si vedeva solo in interdizione. Oggi che ha le spalle un po più coperte, invece, sfrutta le sue lunghe leve per aggredire gli spazi e tagliare in due le difese avversarie. Basta ripensare (o rivedere) la rete dell'altra sera, quella con la Reggina, per rendersene conto. Non solo mediano di quantità, dunque, ma attaccante aggiunto spesso e volentieri. Dall'altra parte, invece, Valdifiori non ha ancora lo stesso "istinto killer". Però il tempo dell'inserimento non gli manca e anche lui lo sfrutta per appoggiare l'azione d'attacco. Inoltre corre come un matto dimostrandosi determinante per l'equilibrio fra fase di possesso e non possesso palla. E ha la qualità per mandare in porta i compagni. Anche in questo caso vale il primo gol alla Reggina per averne l'immagine chiara e distinta.
Direttore d'orchestra. Di Musacci, invece, i pregi erano già noti da tempo. E cioè da quando Malesani decise di farlo debuttare da titolare in serie A in una gara speciale: in casa contro la Juventus. Ha personalità e talento, il ragazzo cresciuto nel vivaio. Quest'anno ha avuto problemi, peraltro non ancora completamente risolti, dovuti all'intervento chirurgico a cui si era sottoposto in estate e alla complicazione che ne erano seguite. Ora che comincia a stare bene, però, è tornato a fare quello che semplicemente e naturalmente sa fare: prendere per mano la squadra.
Gli altri. Un tris d'assi eccellente, dunque. Che, peraltro, non è solo. Nel senso che le alternative valide non mancano. Come Antonazzo, che ha già segnato due reti giocando proprio nella posizione di Marianini. Ma anche Gulan è un mediano sinistro naturale (che si adatta bene a fare il terzino), mentre Mancosu dimostra in allenamento di avere gambe e idee per essere proponibile ad alti livelli.

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