Sicurezza
Serie B
L'Empoli non è pronto per sognare
David Biuzzi
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I giocatori azzurri escono con un’espressione un po’ così mentre i giallorossi possono festeggiareI giallorossi passano alla cassa dopo appena 6' grazie a un rimpallo ma per più di 40 minuti la reazione non arriva
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LECCE. Stavolta il mal di trasferta colpisce per un solo tempo, il primo, ma tanto basta per far tornare sulla terra l'Empoli. Il risveglio della ripresa, infatti, produce un'impennata d'orgoglio, ma zero frutti. Così il Lecce si porta in testa a una classifica che cambia padrone ogni giornata, mentre gli azzurri dimostrano di non essere ancora pronti per avere il diritto di pensare in grande.
Lunghi e senz'anima. Interpreti e moduli, in avvio, sono quelli annunciati. Campilongo, cioè, tiene fede al 4-3-1-2 con Musacci vice-Vannucchi e una mediana rivoluzionata (con Antonazzo e Gulan). Alchimie tattiche a parte, però, i padroni di casa hanno un impatto migliore sul match e partono col vento in poppa (in senso figurato ma anche letterale) tanto che al 6' sono già tutti ad abbracciare Vives, l'autore del gol-apri-gara grazie a un rimpallo fortunato con Valdifiori. All'alba del match e con un mezzo tiro concesso, dunque, l'Empoli è già sotto. Prova a rialzarsi, ma non va al di là di un paio di occasioni potenziali (10' e 19'). In mezzo, infatti, il Lecce è più aggressivo, reattivo e ha pochi problemi a contenere la manovra, lenta e impacciata, di una truppa azzurra troppo lunga: Eder e Saudati sono così isolati davanti da non avere neanche la possibilità di accendersi. E il temporaneo passaggio al 4-4-2 ordinato da Campilongo, poi, cambia poco.
Più convinti. La ripresa inizia con il ritorno al 4-3-1-2, ma anche in questo caso è più l'atteggiamento che la tattica a fare la differenza. L'Empoli, infatti, decide finalmente di entrare in partita e comincia a macinare gioco schiacciando il Lecce nella propria metà campo. Le occasioni sono rare, però, perché la fantasia di Vannucchi non c'è e lo stesso Eder ha una giornata di luna storta. Proprio il brasiliano non capitalizza due favorevoli circostanze (16' e 20'), mentre quando trova la porta (25') c'è anche Rosati a dire di no. Campilongo prova a rafforzare la ritrovata vena offensiva dei suoi sganciando prima Pasquato (per Musacci), poi Coralli (per Saudati) e infine De Giorgio (per Antonazzo). Come già accaduto con la Triestina piovono calci d'angolo (12-2 per gli azzurri nello score finale) ma il gol in trasferta (finora 1 solo) resta un obiettivo maledettamente difficile da centrare. Nel finale, in contropiede, il Lecce sbatte su Bassi un paio di volte, ma alla resa dei conti la differenza la fa la concretezza. Il Lecce trova il gol nel tempo che ha giocato meglio (il primo), l'Empoli rimane a secco nella frazione in cui ha prevalso (la seconda). Resta da dire, però, che non ci si può permettere di regalare 45 minuti agli avversari.
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