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Stavolta all'Empoli l'acuto non riesce

David Biuzzi
Il colpo di testa di Martin Eder supera Agazzi proteso in tuffo e va a infilarsi alla sinistra del portiere degli alabardati
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Il colpo di testa di Martin Eder supera Agazzi proteso in tuffo e va a infilarsi alla sinistra del portiere degli alabardati

Gli azzurri pagano qualcosa alla stanchezza ma concedono poco o niente agli alabardati e vengono puniti da un episodio

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EMPOLI. Decollo rinviato. All'Empoli, infatti, il sesto urlo di gioia resta strozzato in gola e il recupero con la Triestina dell'ex Somma si chiude con il primo pareggio interno. Un peccato, anche perché gli azzurri dimostrano comunque di avere i numeri per potersi ritagliare un posto al sole e, nella partita in cui forse concedono meno, pagano una sbavatura e un pizzico di stanchezza.

Lampi di classe. L'Empoli, come previsto, si presenta con gli stessi uomini e lo stesso modulo (4-3-1-2) del vittorioso match con l'Ascoli. Dall'altra parte, invece, Somma resta fedele al 4-2-3-1 ma sgancia forze fresche: Pani in mediana, Sedivec e Stankovic sulla trequarti. In avvio il ritmo del match è basso, con gli azzurri che provano a fare la partita e la Triestina che si difende con 10 uomini dietro la linea della palla e prova a ripartire senza rinunciare alla manovra. La velocità di crociera, però, è quella che è. Così la Campilongo-band rischia il giusto e costruisce roba buona quando Vannucchi accende la luce (e accade spesso nonostante l'ottimo lavoro in fase di non possesso del capitano) e quando Eder ingrana la quarta. Non c'è da sorprendersi, dunque, quando il gol-spezza-equilibrio nasce proprio su questo asse: palla dentro del fantasista, capocciata vincente del brasiliano e primo gol incassato dagli alabardati (dopo circa 200 minuti) dall'avvento di Somma.

Sbavatura fatale. La ripresa si apre con Siligardi al posto di Sedivec e con una Triestina che prova a forzare. L'Empoli, però, è ben schierato a protezione della propia metà campo, concede poco e rischia di passare già al 2' (Agazzi salva su conclusione di Saudati). Su azzurri e biancorossi, però, comincia a pesare anche la stanchezza, il pressing cala su tutti e due i fronti e gli errori di misura si moltiplicano. A pesare di più, però, è la sbavatura di Bassi (al 18') che con una corta respinta di pugno consente proprio a Siligardi di infilare il pallone del pareggio. L'inatteso acuto ospite rimette il cerino nelle mani dei padroni di casa. Che, generosamente, provano a rimettere subito la testa fuori e qualcosina costruiscono pure. Col passare dei minuti, però, le gambe si fanno sempre più pesanti. Campilongo, così, prova ad affidarsi alla corsa di Antonazzo (che rileva Marianini al 27'). Le gambe del nuovo entrato e il cuore degli altri producono un ultimo spicchio di partita che vede gli azzurri costantemente in avanti, anche con il 4-3-3 "pesi leggeri" a cui il tecnico si affida sganciando Pasquato prima e Fabbrini poi. Si sprecano mischie e angoli (alla fine saranno 11-0), ma il "muro" biancorosso resiste.

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