Finanza
La normativa
Niente insulti, sugli arbitri piovono multe
Paga il giocatore che in campo non si comporta a dovere, paga la squadra che non rispetta le regole. Cosa conosciuta nel calcio, ma forse non tutti sanno che anche l'arbitro, la spesso criticata e insultata giacchetta nera, può incorrere in sanzioni disciplinari
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EMPOLI. Paga il giocatore che in campo non si comporta a dovere, paga la squadra che non rispetta le regole. Cosa conosciuta nel calcio, ma forse non tutti sanno che anche l'arbitro, la spesso criticata e insultata giacchetta nera, può incorrere in sanzioni disciplinari. Gli errori da non commettere, cosa si rischia e dove vanno a finire i soldi delle multe ce lo spiega Maurizio Lazzeretti, coordinatore arbitrare del comitato empolese. Un'occasione per fare chiarezza, ma anche per parlare della classe di fischietti che dirigono le nostre gare di calcio amatoriale. E che, come giocatori e squadre, hanno una normativa chiara da rispettare e multe da pagare.
La normativa. «Una normativa generale - spiega Lazzeretti - che rappresenta una linea guida per tutti i direttori di gara. Una normativa che prevede sanzioni più o meno gravi in base agli errori che si commettono». Dall'inizio dell'anno già alcune le multe che sono state recapitate ai nostri fischietti. Lazzeretti ammette che non si è trattato di mancanze gravose, e spiega cosa non deve fare un arbitro per essere punito. «L'elenco di regole è molto variegato - spiega - e si concentra sull'analisi dei referti. Sanzioni possono essere inflitte, ad esempio, se l'arbitro non specifica l'ora di inizio della gara o il risultato della sfida. In questo caso le multe inflitte sono leggere». Le sanzioni più gravi riguardano, infatti, altre mancanze. «Capita - continua Lazzeretti - che l'arbitro ometta di refertare la lista di una squadra o, in caso di pubblico scorretto e offensivo, di segnalare il tipo di offesa, la società di appartenenza di chi offende e la quantità. In questi casi siamo molto più duri, come se un arbitro comunica in netto ritardo la mancata possibilità di dirigere un incontro».
Le multe. Le multe possono andare dai 5 ai 50 euro, oltre al recapito di lettere censorie di richiamo a casa dell'interessato. Si paga caro anche l'essere recidivi, il ripetere spesso lo stesso errore. Ma che fine fanno i soldi incassati? «Finiscono nel fondo arbitri - specifica Lazzeretti - spesso vengono donati ad associazioni o investiti in materiale tecnico». E dall'inizio dell'anno già un po' di denaro è finito nel fondo. «Le primissime giornate sono state positive - conclude Lazzeretti - pochi gli errori emersi. Un lieve peggioramento c'è stato nelle ultime sfide, ma in generale vedo nella classe empolese una sufficiente disciplina. Accetto inoltre - conclude - le critiche che spesso piovono dalle squadre, ma vorrei ricordare che i nostri direttori rappresentano un punto di riferimento a livello regionale».
Calcio Uispis. Appuntamento consueto domani sul sito di italiaonline.tv. Torna un'altra puntata di "Calcio Uispis", la trasmissione condotta da Giuseppe Carriero e Simone Cioni e dedicata interamente al calcio amatoriale. Questa volta la puntata sarà dedicata alla rivisitazione della sfida tra Montalbano Sesa e Sovigliana Magis.
La normativa. «Una normativa generale - spiega Lazzeretti - che rappresenta una linea guida per tutti i direttori di gara. Una normativa che prevede sanzioni più o meno gravi in base agli errori che si commettono». Dall'inizio dell'anno già alcune le multe che sono state recapitate ai nostri fischietti. Lazzeretti ammette che non si è trattato di mancanze gravose, e spiega cosa non deve fare un arbitro per essere punito. «L'elenco di regole è molto variegato - spiega - e si concentra sull'analisi dei referti. Sanzioni possono essere inflitte, ad esempio, se l'arbitro non specifica l'ora di inizio della gara o il risultato della sfida. In questo caso le multe inflitte sono leggere». Le sanzioni più gravi riguardano, infatti, altre mancanze. «Capita - continua Lazzeretti - che l'arbitro ometta di refertare la lista di una squadra o, in caso di pubblico scorretto e offensivo, di segnalare il tipo di offesa, la società di appartenenza di chi offende e la quantità. In questi casi siamo molto più duri, come se un arbitro comunica in netto ritardo la mancata possibilità di dirigere un incontro».
Le multe. Le multe possono andare dai 5 ai 50 euro, oltre al recapito di lettere censorie di richiamo a casa dell'interessato. Si paga caro anche l'essere recidivi, il ripetere spesso lo stesso errore. Ma che fine fanno i soldi incassati? «Finiscono nel fondo arbitri - specifica Lazzeretti - spesso vengono donati ad associazioni o investiti in materiale tecnico». E dall'inizio dell'anno già un po' di denaro è finito nel fondo. «Le primissime giornate sono state positive - conclude Lazzeretti - pochi gli errori emersi. Un lieve peggioramento c'è stato nelle ultime sfide, ma in generale vedo nella classe empolese una sufficiente disciplina. Accetto inoltre - conclude - le critiche che spesso piovono dalle squadre, ma vorrei ricordare che i nostri direttori rappresentano un punto di riferimento a livello regionale».
Calcio Uispis. Appuntamento consueto domani sul sito di italiaonline.tv. Torna un'altra puntata di "Calcio Uispis", la trasmissione condotta da Giuseppe Carriero e Simone Cioni e dedicata interamente al calcio amatoriale. Questa volta la puntata sarà dedicata alla rivisitazione della sfida tra Montalbano Sesa e Sovigliana Magis.
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