Il dolore
Calcio
Nasce l'Empoli da trasferta
David Biuzzi
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Sasà CampilongoDel 4-4-1-1 sperimentato a Lecce col Gallipoli e che potrebbe soppiantare il 4-3-1-2 nelle sfide da giocare lontano dal Castellani. Al Via del Mare, in effetti, gli azzurri hanno concesso molto meno rispetto alle precedenti trasferte.
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EMPOLI. Per ora è un'ipotesi, anche se fondata, ma con il rinvio della gara di domenica Sasà Campilongo avrà tempo di approfondirla e trasformala in qualcosa di più concreto. Si tratta, in sostanza, del modulo da trasferta. Del 4-4-1-1 sperimentato a Lecce col Gallipoli e che potrebbe soppiantare il 4-3-1-2 nelle sfide da giocare lontano dal Castellani.
Più equilibrio. Al Via del Mare, in effetti, gli azzurri hanno concesso molto meno rispetto alle precedenti trasferte (merito anche di un approccio migliore e dell'attenzione rimasta costante per 90 minuti) tenendo le linee di difesa e centrocampo molto strette e affidandosi alla ripartenze per graffiare. Proprio quest'ultimo aspetto, ovviamente, è quello da migliorare. Soltanto sul tramonto del primo tempo, infatti, Eder è riuscito a far venire i brividi ai giallorossi. Nella ripresa, invece, l'Empoli ha rinunciato a giocare.
Variazioni sul tema. Una scelta figlia dei precedenti rovesci e, dunque, della necessità assoluta di spezzare il tabù delle trasferte. Già dalla gara di Mantova, però, gli azzurri dovranno per forza fare qualcosa di più e qualcosa di meglio. Il 4-4-1-1, però, potrebbe restare la base di partenza. Soltanto che Campilongo potrebbe inserire una prima punta di riferimento (Saudati o Coralli) e abbassare di qualche metro Eder (che, tra l'altro, così potrebbe avere anche un minimo di libertà in più). Sugli esterni, così, potrebbe esserci spazio per un altro giocatore offensivo (con Antonazzo confermato a destra e un centrocampista centrale in meno): potrebbe toccare al baby Fabbrini, ma anche Vannucchi e Pasquato possono partire da quella posizione (senza dimenticare De Giorgio). In sostanza ci sarebbe più qualità per affondare il colpo con azioni manovrate o in contropiede.
Più equilibrio. Al Via del Mare, in effetti, gli azzurri hanno concesso molto meno rispetto alle precedenti trasferte (merito anche di un approccio migliore e dell'attenzione rimasta costante per 90 minuti) tenendo le linee di difesa e centrocampo molto strette e affidandosi alla ripartenze per graffiare. Proprio quest'ultimo aspetto, ovviamente, è quello da migliorare. Soltanto sul tramonto del primo tempo, infatti, Eder è riuscito a far venire i brividi ai giallorossi. Nella ripresa, invece, l'Empoli ha rinunciato a giocare.
Variazioni sul tema. Una scelta figlia dei precedenti rovesci e, dunque, della necessità assoluta di spezzare il tabù delle trasferte. Già dalla gara di Mantova, però, gli azzurri dovranno per forza fare qualcosa di più e qualcosa di meglio. Il 4-4-1-1, però, potrebbe restare la base di partenza. Soltanto che Campilongo potrebbe inserire una prima punta di riferimento (Saudati o Coralli) e abbassare di qualche metro Eder (che, tra l'altro, così potrebbe avere anche un minimo di libertà in più). Sugli esterni, così, potrebbe esserci spazio per un altro giocatore offensivo (con Antonazzo confermato a destra e un centrocampista centrale in meno): potrebbe toccare al baby Fabbrini, ma anche Vannucchi e Pasquato possono partire da quella posizione (senza dimenticare De Giorgio). In sostanza ci sarebbe più qualità per affondare il colpo con azioni manovrate o in contropiede.
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