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Serie B

L'Empoli spezza metà maledizione

David Biuzzi
Un’azione difensiva dell’esterno azzurro Angelo Antonazzo che tampona un’iniziativa di Mounard Un duello che si è ripetuto spesso
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Un’azione difensiva dell’esterno azzurro Angelo Antonazzo che tampona un’iniziativa di Mounard Un duello che si è ripetuto spesso

Gallipoli frenato con un prudente modulo 4-4-1-1, con un impatto sulla partita decisamente migliore e con più attenzione

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LECCE. La maledizione è spezzata, anche se a metà. Già perché l'Empoli il primo punto della sua stagione in trasferta lo raccoglie sul "semi-neutro" di del Via del Mare, ma soprattutto perché ancora manca un ingrediente: il gol. Dopo 3 sconfitte, però, arriva l'agognato pareggio (il primo in assoluto del campionato) e l'impressione è che il bicchiere di Campilongo sia mezzo pieno.
Più attenzione. In avvio gli interpreti sono quelli annunciati, anche perché Campilongo scioglie l'ultimo dubbio sganciando il baby Fabbrini (e non Saudati) per la prima volta da titolare. L'intenzione è quella di metterci più accortezza, più attenzione rispetto alle precedenti (e deludenti) apparizioni lontano dal Castellani. E l'obiettivo è centrato, perché il modulo è disegnato con due linee molto ravvicinate e gli spazi per il Gallipoli sono pochi (solo Mounard crea qualche grattacapo perché si allarga spesso sulla propria sinistra costringendo Antonazzo sulla difensiva). Non a caso Bassi corre dei pericoli esclusivamente sui tiri da fuori del francese. Il problema, semmai, è che in fase propositiva qualcosa manca. Fabbrini si abbassa spesso a cercar palla, disegnando uno schema 4-4-1-1 secco, ma Eder resta isolato in avanti e, gioco forza, ai margini del match. Il progetto contropiede, così, prende corpo soltanto sul finale del tempo, quando i giallorossi di casa si allungano e l'Empoli sfrutta lunghezza e ampiezza del Via del Mare. Troppo poco per vincere, ma già un passo avanti rispetto a quanto accaduto ad Ancona e Modena.
Prudenza e... Eder. Nella ripresa il copione della partita non cambia. Gli attacchi del Gallipoli, cioè, sbattono sopra il doppio muro eretto da Campilongo, mentre l'Empoli continua a mancare nelle ripartenze. Sono affidate quasi tutte a Eder, le iniziative azzurre, e l'asso brasiliano si conferma devastante quando riesce ad accendersi. E' troppo solo, però, e non può cantare e portare la croce. Così dalle parti di Garavano succede poco o niente (solo qualche cross che costringe l'estremo pugliese a sporcare i guanti). Dopo 3 batoste, però, per gli azzurri era determinante cominciare a fare punti e in questa ottica l'atteggiamento risulta quello giusto. Anche perché Bassi ci mette una pezza quando serve (e cioè sul tiro di Eliakwu) e quando Giannini passa al 3-4-3 sganciando Di Carmine per Sosa, Campilongo risponde con De Giorgio per Musacci. Un cambio che trasforma il modulo in una sorta di 4-1-3-2 e che contribuisce a regalare il punto tanto atteso. Per il primo gol in trasferta, invece, bisognerà attendere ancora...

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