Sicurezza
Calcio
Il cielo di Angella è sempre azzurro
David Biuzzi
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Gabriele Angella in azione nella partita di Coppa Italia contro la ReggianaNon scorderò mai l'esordio in Galles: il momento dell'inno è stato molto emozionante e ora spero di restare in quel gruppo
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EMPOLI. E' sempre più azzurro il cielo di Gabriele Angella. Azzurro come quello dell'Empoli, certo, ma anche come quello dell'Under 21. Ovvero quella nazionale con cui il ragazzo di Montelupo ha esordito la scorsa settimana in Galles. Una partita non memorabile - vista la sconfitta - ma che per il giovane difensore ha rappresentanto un passaggio importante e significativo.
«Di sicuro - ammette - non dimenticherò l'emozione che ho provato. Il momento dell'inno è stato magico, particolare. Mi vengono i brividi solo a ripensarci».
Poi però i brividi ve li hanno fatto venire gli avversari...
«Noi giocavamo insieme per la prima volta, loro sotto questo profilo erano avanti. Ma alla lunga verremo fuori, ne sono certo, perché siamo una squadra di valore».
Casiraghi cosa le ha detto visto che nella successiva gara cl Lussemburgo non ha giocato?
«Mi ha detto di stare tranquillo, di continuare così perché mi tiene in considerazione. Ed è quanto di meglio possa chiedere. Ci tengo a restare in questo gruppo e farò di tutto per non deludere la fiducia del commissario tecnico. Sarà uno stimolo in più, insomma».
Ha visto Empoli-Crotone?
«No, l'ho seguita per radio. Ma so che i miei compagni hanno giocato bene e non posso dire che sia una sorpresa».
Anche i difensori centrali hanno fatto bene...
«E neanche questa è una sorpresa. Andrea (Cupi, ndr) e Adam (Kokoszka, ndr) sono giocatori importanti. Si sono sempre allenati bene ed è normale che abbiano giocato bene».
Questo fatto non la preoccupa?
«No, mi fa piacere. Siamo un buon gruppo, insieme lavoriamo e ci divertiamo e vogliamo costruire qualcosa di buono. Tutti, dunque, devono saper dare il loro contributo. E' un discorso che vale anche per me, ovviamente. Il tecnico mi ha dato fiducia, ma so che devo guadagnarmela tutti i giorni sul campo. Sono qui per questo».
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