Il dolore
IL NUOVO EMPOLI
Campilongo sfoglia la margherita
David Biuzzi
Non si riparte da zero, anzi. L'Empoli, cioé, può contare sul buon lavoro svolto finora da Campilongo, sulle basi che il tecnico ha gettato in due mesi conditi di difficoltà e contrattempi
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EMPOLI. Non si riparte da zero, anzi. L'Empoli, cioé, può contare sul buon lavoro svolto finora da Campilongo, sulle basi che il tecnico ha gettato in due mesi conditi di difficoltà e contrattempi. Ora, però, il mercato è finalmente chiuso, la rosa è questa e questa resterà fino a gennaio. Anche Sasà, probabilmente, ha tirato un sospiro di sollievo. Ora, però, deve rimboccarsi le maniche e riaprire il cantiere. C'è da ultimare e perfezionare l'opera, cioé, dando un'identità precisa alla squadra. Il che, tradotto in soldone, si traduce nella scelta del modulo base e delle variazioni (tattiche) sul tema da applicare. L'impressione è che, grazie alla presenza di giocatori duttili, Campilongo possa applicare più di uno schema. Anche l'amato 4-4-2 d'inizio estate, visto che Antonazzo è un esterno puro, una sorta di piccolo Buscé (non a caso è il suo idolo).
Ipotesi 1. La soluzione più probabile, comunque, è che Campilongo prosegua sulla strada che ha imboccato alla vigilia delle sfide di Coppa Italia. Ovvero il 4-3-2-1 (o 4-3-3) utilizzato anche nelle due gare di campionato. Con due varianti sul tema in più, però, rispetto a quanto visto finora. Antonazzo, infatti, può fare anche l'attaccante esterno in un sistema del genere. Ha caratteristiche più difensive, l'ex del Frosinone, ma ha qualità e quantità di corsa e anche capacità di inserimento. Soprattutto in partite come quella di Torino, cioé, potrebbe essere l'uomo giusto per dare equilibrio. Poi c'è Vannucchi, che da lunedì alle 19 è tornato ad essere un elemento su cui contare al 100%, che può fare quel ruolo (senza scordare, ovviamente, Pasquato, Fabbrini, De Giorgio e persino Caturano). In mezzo al campo, poi, sia Gulan che Mancosu (e persino lo stesso Antonazzo) sono in grado di dare il cambio agli interni. Nel ruolo di play, invece, l'unico a poter rimpiazzare Musacci sembra essere Valdifiori (l'esperimento-Vannucchi, col Piacenza, non ha dato grandissimi frutti).
Ipotesi 2. Proprio la conferma di Vannucchi, poi, apre le porte a un'altra variante: il rombo. In sostanza con un 4-3-1-2 con Eder più vicino a Saudati (o Coralli) e il capitano ad agire nel suo ruolo naturale di trequartista. Fra l'altro per quella posizione ora c'è anche un'alternativa. De Giorgio, infatti, può farlo e il debutto di Torino - una manciata minuti - ha dimostrato che l'ex perugino ha buone doti tecniche e pure la personalità per non farsi spaventare dall'impatto con la serie B.
Ipotesi 3. Ma, come accennato, l'arrivo di un esterno puro come Antonazzo ripropone anche la soluzione 4-4-2 (o 4-2-4 in caso di interprestazione assai offensiva). Anche perché ci sono giocatori di equilibrio (Antonazzo e Mancosu) ma anche di fantasia (come Pasquato e Fabbrini) per giocare larghi. Questo sistema era stato pensato da Campilongo per lasciare una libertà quasi assoluta a Eder (che lo trasforma in 4-2-3-1 quando arretra alle spalle della punta centrale) ma era stato accantonato perché la squadra si sente più a suo agio con un play davanti alla difesa. Ora Sasà potrebbe anche riprovarci. Anche perché con Gulan ha un altro mediano di sostanza e piede.
Ipotesi 1. La soluzione più probabile, comunque, è che Campilongo prosegua sulla strada che ha imboccato alla vigilia delle sfide di Coppa Italia. Ovvero il 4-3-2-1 (o 4-3-3) utilizzato anche nelle due gare di campionato. Con due varianti sul tema in più, però, rispetto a quanto visto finora. Antonazzo, infatti, può fare anche l'attaccante esterno in un sistema del genere. Ha caratteristiche più difensive, l'ex del Frosinone, ma ha qualità e quantità di corsa e anche capacità di inserimento. Soprattutto in partite come quella di Torino, cioé, potrebbe essere l'uomo giusto per dare equilibrio. Poi c'è Vannucchi, che da lunedì alle 19 è tornato ad essere un elemento su cui contare al 100%, che può fare quel ruolo (senza scordare, ovviamente, Pasquato, Fabbrini, De Giorgio e persino Caturano). In mezzo al campo, poi, sia Gulan che Mancosu (e persino lo stesso Antonazzo) sono in grado di dare il cambio agli interni. Nel ruolo di play, invece, l'unico a poter rimpiazzare Musacci sembra essere Valdifiori (l'esperimento-Vannucchi, col Piacenza, non ha dato grandissimi frutti).
Ipotesi 2. Proprio la conferma di Vannucchi, poi, apre le porte a un'altra variante: il rombo. In sostanza con un 4-3-1-2 con Eder più vicino a Saudati (o Coralli) e il capitano ad agire nel suo ruolo naturale di trequartista. Fra l'altro per quella posizione ora c'è anche un'alternativa. De Giorgio, infatti, può farlo e il debutto di Torino - una manciata minuti - ha dimostrato che l'ex perugino ha buone doti tecniche e pure la personalità per non farsi spaventare dall'impatto con la serie B.
Ipotesi 3. Ma, come accennato, l'arrivo di un esterno puro come Antonazzo ripropone anche la soluzione 4-4-2 (o 4-2-4 in caso di interprestazione assai offensiva). Anche perché ci sono giocatori di equilibrio (Antonazzo e Mancosu) ma anche di fantasia (come Pasquato e Fabbrini) per giocare larghi. Questo sistema era stato pensato da Campilongo per lasciare una libertà quasi assoluta a Eder (che lo trasforma in 4-2-3-1 quando arretra alle spalle della punta centrale) ma era stato accantonato perché la squadra si sente più a suo agio con un play davanti alla difesa. Ora Sasà potrebbe anche riprovarci. Anche perché con Gulan ha un altro mediano di sostanza e piede.
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