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Stavolta il mercato si chiude in rosso

David Biuzzi
Salvatore Campilongo e Pino Vitale
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Salvatore Campilongo e Pino Vitale

E' un highlander del mercato, Pino Vitale. Fra acquisti e cessioni si sguazza da anni, eppure anche un "senatore" come lui ha dovuto vivere una prima volta poco piacevole: la prima campagna trasferimenti chiusa con un saldo negativo da quando gestisce le cose dell'Empoli

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EMPOLI. E' un highlander del mercato, Pino Vitale. Fra acquisti e cessioni si sguazza da anni, eppure anche un "senatore" come lui ha dovuto vivere una prima volta poco piacevole: la prima campagna trasferimenti chiusa con un saldo negativo da quando gestisce le cose dell'Empoli.
Come testimonia la tabella qui sotto, infatti, gli azzurri hanno chiuso con un passivo di circa 650mila euro. Eppure le cessioni sono state più numerose e più importanti degli acquisti. Ma, ecco al punto, si è trattato quasi esclusivamente di prestiti o accordi non rinnovati. «E' stato un mercato difficile - sottolinea il dirigente azzurro - molto difficile. Lo è stato per noi, ma un po' per tutti visto le big e le medio-grandi hanno immesso pochi liquidi sul mercato. La B, poi, non è più in grado di recepire i giocatori in eccedenza dalla A ed ecco che tutti si blocca. Per quanto riguarda l'Empoli credo che fare meglio di così fosse davvero arduo. Anche se è la prima volta da quando ci sono io che il mercato si chiude in perdita».

Però nel conto vanno messi anche gli ingaggi.
«L'obiettivo era quello di ringiovanire e di abbassare, e di molto, il monte stipendi. Ci siamo riusciti, anche se non completamente, ma dovremo proseguire con questa politica anche in futuro. I casi recenti di Pisa, Avellino e Treviso devono essere di monito».

Significa che l'Empoli rischia?
«Assolutamente no. Anzi, l'Empoli ha un futuro roseo di fronte a sé perché ha tanti giovani bravi in giro per l'Italia e tanti giovani bravi nel gruppo. Però deve fare attenzione ai conti. L'anno scorso abbiamo commesso l'errore di perdere di vista il bilancio per la smania di tornare subito in A. Ma poi sul campo non è andata come volevamo e certi sbagli non dobbiamo più farli. Anche perché la nostra realtà ci consente di fare certe scelte. Ai tifosi, alla città, le sfide piacciono. Tutti sono pronti a stare accanto ai giovani».

Che squadra sta nascendo?
«Può fare un grande campionato. So che è strano dirlo dopo aver perso 3-0, ma proprio a Torino ho capito che abbiamo le carte in regola per divertirci. Non fissiamo obiettivi, perché l'anno scorso abbiamo detto così tante volte di volere la serie A che ci siamo considerati promossi senza giocare, ma ho buone sensazioni perché la squadra vale e perché abbiamo un allenatore che considero bravissimo».

Dunque non pensate agli svincolati: l'Empoli è questo e questo rimane.
«E' questo ed è forte».

"Spalmerete" gli ingaggi dei big rimasti?
«Saudati e Vannucchi faranno una grande stagione, ne sono convinto. La faranno per l'Empoli e per loro stessi. Però dei loro contratti parleremo verso la fine della stagione. Il calcio sta cambiando e qualche volta gli accordi lunghi possono essere anche controproducenti».

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