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Il presidente Corsi è per il profilo basso «Obiettivo salvezza»

Da.Biu.
Il presidente Fabrizio Corsi con il direttore generale Pino Vitale
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Il presidente Fabrizio Corsi con il direttore generale Pino Vitale

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EMPOLI. E' passato un anno, ma sembre un secolo. Già, perché proprio 12 mesi fa, di questi tempi, l'Empoli ripartiva dalla retrocessione proclamandosi candidata alla promozione. Oggi, invece, il discorso è diverso. «Puntiamo alla salvezza - dice con forza il presidente Fabrizio Corsi - e mi sembra che la gente di Empoli condivida la nostra scelta, cioé quella di puntare sui giovani. Questo ci fa molto piacere e ci rafforza ancora di più».

Anche per voi dirigenti c'è ancora tanto da fare.
«Partiamo con una rosa di 21 giocatori, anche se Eder e Musacci erano assenti giustificati, e altri 9 arriveranno mercoledì. Noi puntiamo ad avere un gruppo di 24, 25 unità. Gli 8 big sono sul mercato come concordato con loro, ma ad oggi sono a tutti gli effetti giocatori dell'Empoli e ne teniamo conto».

Che significa?
«Che l'idea è quella di cederli, non tanto per motivi tecnici ma per esigenze economiche e di rinnovamento. Ma se per tutti questi non dovesse succedere saranno proprio loro i 3 o 4 giocatori che mancano al gruppo. Non abbiamo l'impellenza di venderli tutti, insomma».

Ma potrebbero andare tutti?
«Forse sì, perché per tutti loro c'è almeno un discorso avviato. In alcuni casi si tratta di semplici "abboccamenti", in altri di trattative vere e proprie. Se andassero via tutti, comunque, arriverà qualcuno».

Senza i big, comunque, il gruppo è molto giovane: non è un rischio?
«Un margine di rischio c'è, ma è abbastanza calcolato visto che 5 o 6 di loro sono stati protagonisti di un ottimo finale di stagione pochi mesi fa. Gli altri, poi, li conosciamo bene e sappiamo cosa possono darci e dove possono arrivare».

E su Eder che ci dice?
«Che abbiamo fatto un sacrificio per riportarlo dentro (2,3 milioni, ndr). Ci piacerebbe tenerlo con noi perché è una certezza per il nostro attacco. Però abbiamo anche ipotizzato che se arriverà un'offerta importante, per noi e per lui, potremmo lasciarlo partire. Lui sa e condivide e comunque, ad oggi, un'offerta consona non c'è».

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