Il dolore
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Empoli, un'altra maledetta finale
David Biuzzi
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La disperazione di un azzurro alla fine della partitaE' la solita storia. Proprio come un anno fa, infatti, il settore giovanile azzurro sforna una torta da far invidia a tanti, ma non riesce a metterci sopra la ciliegina. Pagani come Città di Castello, insomma, e lo scudetto resta un sogno.
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EMPOLI. E' la solita storia. Proprio come un anno fa, infatti, il settore giovanile azzurro sforna una torta da far invidia a tanti, ma non riesce a metterci sopra la ciliegina. Pagani come Città di Castello, insomma, e lo scudetto resta un sogno.
Amaro ko. La differenza, l'unica, è che stavolta la beffa e una sola. Mentre nella passata stagione furono due le squadre a essere superate in finale, cioè, stavolta tocca "solo" ai Giovanissimi di Cecchi (gli Allievi non hanno raggiunto l'atto decisivo). Che, nel pomeriggio, si sono dovuti arrendere all'Inter ai supplementari. Un ko molto amaro, perché gli azzurri hanno giocato almeno alla pari dell'avversario e sono stati superati per un episodio. La rete decisiva segnata dal Del Piero all'inizio del secondo overtime, infatti, è stata figlia non di un'azione congeniata ma di un rimpallo. Un peccato, insomma. Peccato per i ragazzi e peccato doppio per Cecchi. Il tecnico, infatti, anche l'anno scorso ingoiò un boccone amaro di questo tipo perdendo (3-2) una rocambolesca gara con l'Atalanta a pochi minuti dalla fine della partita.
Applaude tutti. Che in casa Empoli ci sia amarezza, dunque, è scontato. Ma per provare a scacciarla interviene addirittura il presidente Fabrizio Corsi, che per i suoi ha soltanto elogi e applausi. «Faccio i complimenti ai ragazzi - spiega - al tecnico, allo staff e a tutto il settore giovanile. Ci siamo confermati ai vertici, anche grazie ai risultati di Primavera (fuori agli ottavi, ndr) e Allievi (fuori nel girone di semifinale, ndr) e questo significa che abbiamo seminato bene». Seminato bene e raccolto poco, verrebbe da aggiungere. «Purtroppo non ci riesce mai di mettere la ciliegina su questa benedetta torta - sentenzia il massimo dirigente azzurro - ma se tutti gli anni arriviamo a giocare partite di questo tipo, mi sembra di poter dire che stiamo andando nella direzione giusta».
Sempre giovani. E la stessa strada sarà battuta anche nel futuro. Quello prossimo e quello remoto. «Al di là dei risultati del campo - sottolinea ancora Corsi - la cosa più importante è che il nostro vivaio continua a sfornare talenti. Nell'ultima stagione abbiamo valorizzato alcuni ragazzi, in serie B, che ora dovranno confermarsi e nella prossima prima squadra contiamo di affidare a Campilongo un gruppo di 23 o 24 elementi in cui 13 o 14 siano fatti in casa». Oltre ai confermati Angella, Musacci, Vinci e via dicendo, infatti, la società ha già annunciato la "promozione" del difensore centrale Mori e dell'attaccante Fabbrini. Sotto i riflettori, poi, potrebbe finirci anche Shekiladze, il talento georgiano degli Allievi che sta bruciando le tappe e potrebbe essere già maturo per lavorare con i grandi (almeno durante la settimana). «Il fatto di continuare a collezionare finali - ribadisce Corsi - significa qualcosa. Ora, però, dobbiamo continuare».
Solo pochi tagli. Eppure annunciando le linee guida della prossima stagione proprio Corsi, ma anche il dg Vitale, hanno lasciato intendere che il ridimensionamento riguarderà anche il settore giovanile. L'investimento annuo sul vivaio dell'Empoli, infatti, è di almeno 3 milioni (senza considerare le strutture di Monteboro). «Qualcosa taglieremo - aggiunge il presidente - ma solo perché forse ci siamo allargati un po' troppo. Cercheremo di togliere il superfluo senza toccare la sostanza, insomma. E comunque non mi stupirei affatto se fossimo il club di serie B che spenderà più soldi per il proprio vivaio».
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