Gioco
Addio al fondatore della Certaldese, azienda per la lavorazione del cuoio
Le parole della figlia: «Un grande imprenditore era anche un grande uomo»
CERTALDO. «Chiunque abbia avuto la fortuna di incontrare Angiolo ha sicuramente appreso qualcosa, perché oltre ad essere un grande imprenditore era anche un grande uomo. La sua determinazione, la dedizione al lavoro e la capacità di guardare lontano lo hanno reso stimato in ambito professionale, ma ciò che lo rendeva davvero straordinario era la sua umanità: un uomo dal cuore generoso, guidato dall’altruismo e dalla bontà, sempre pronto a farsi in quattro per gli altri». Così Mirea Mugnaini, figlia di Angiolo, ricorda il padre, fondatore della Certaldese – nota azienda per la lavorazione del cuoio –, morto a 81 anni giovedì scorso, 25 settembre.
«Nei suoi rimproveri ho trovato insegnamenti, nei suoi consigli la saggezza, nei suoi sorrisi l’amore, la stima e l’orgoglio – aggiunge –. Ha condiviso con me i miei successi e mi ha accompagnata nelle difficoltà, sempre con quella presenza sicura che solo un padre sa dare, anche se non è di sangue. Resterà per sempre parte di me: nei valori che mi ha trasmesso, nei ricordi che custodisco e nella gratitudine che continuerà a vivere dentro di me».
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