Addio a Maria Pia Bianconi, la nonna partigiana simbolo dell’antifascismo
Vinci, la donna è stata protagonista con l’Anpi di tanti incontri nelle scuole sugli orrori della guerra: aveva 94 anni
EMPOLI. Un simbolo unico per la sua Vinci, ma anche per Empoli e tutto il circondario. Una donna che ha vissuto gli anni della guerra con la paura che il suo fidanzato fosse morto in battaglia, da partigiano. Poi la gioia nel vederlo tornare a casa e i tantissimi incontri con gli studenti per raccontare gli orrori di quegli anni con la speranza che non tornino mai più. Questa era Maria Pia Bianconi, morta all’età di 94 anni dopo una vita piena, sempre a testa alta e col cuore pieno di riconoscenza per gli anni bui e per la rinascita una volta finita la guerra.
Una delle ultime testimoni della lotta partigiana e delle guerra di liberazione, Maria Pia Bianconi se n’è andata l’altra notte nella sua abitazione a Petroio, nel territorio comunale di Vinci. Moglie del partigiano Lamberto Innocenti, nato a Capraia e Limite, fino agli ultimi anni di vita era rimasta profondamente legata all’impegno del marito (scomparso nel 2012) che da giovane antifascista era stato catturato dai tedeschi.
Fuggito da un campo di prigionia, era tornato sull’Appennino Tosco Emiliano per combattere al fianco dei propri compagni. Maria Pia Bianconi, giovane sposa e madre, lo attese a lungo fino al suo ritorno nella casa di Spicchio. Il 12 agosto 2020, giorno in cui la donna festeggiò il 90° compleanno, Il Tirreno raccontò la storia di come Maria Pia pensava che Lamberto fosse morto, mentre lui era a combattere al Nord Italia i tedeschi che ancora non si erano arresi. Catturato, riuscì a fuggire per una disattenzione del militare che lo doveva controllare. E una volta tornato a casa, la trovò vestita di nero, simbolo del lutto, e pronta a firmare le pratiche per il cosiddetto matrimonio per procura, per fare avere al bambino il nome del padre. Ma quando i due si riunirono, il 12 maggio 1945 coronarono il sogno del matrimonio.
Di queste vicende familiari e dell’impegno di suo marito nella lotta partigiana Maria Pia Bianconi era diventata testimone grazie all’Anpi di Vinci. Con l’Associazione nazionale partigiani d’Italia più volte ha incontrato gli studenti del territorio per raccontare la drammaticità di quelle vicende e il dolce sapore della libertà riconquistata. In tanti le hanno fatto domande su quegli anni, cercando d’immedesimarsi in quello che le persone ai tempi provavano, le paure, le incertezze e la speranza di poter riabbracciare i loro cari per riprendere la vita interrotta dal conflitto. Ecco perché Maria Pia Bianconi era un simbolo della rinascita e della divulgazione di valori oggi più che mai necessari.
Se n’è andata circondata dall’affetto dei figli Roberto e Mauro e dei familiari. Lascia le nuore Gemma e Luciana, i nipoti Elisabetta, Marianna, Emanuele e Francesco, i bisnipoti Luca, Samuele, Ettore, Eugenio e Filippo, il trisnipote Paolo. La salma è esposta nella sua abitazione in via Provinciale 21 a Petroio. Il funerale domani alle 15, con partenza dalla casa della donna alle 14,30, nella chiesa di San Bartolomeo a Sovigliana.
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