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Il lutto

Empoli, muore Narciso Rossi: addio al “sindaco” di Pontorme ed ex ragazzo prodigio del pallone


	Narciso Rossi durante la “consegna” del latte (foto Nilo Capretti)
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Narciso Rossi durante la “consegna” del latte (foto Nilo Capretti)

Lattaio di professione, ha dedicato gli ultimi tre decenni della sua esistenza alla comunità del borgo: aveva 86 anni

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EMPOLI. Qualcuno lo ricorda come il “Pastorino”, qualcuno come “Sindaco”, ma per tantissimi era semplicemente “Narciso”. È morto a 86 anni Narciso Rossi, il “sindaco di Pontorme”. Lascia la moglie Maria Rosa e i tre figli Francesco, Antonio e Margherita. Classe 1937, nato a Sammontana, sotto uno dei quattro loggiati della Fornace, da padre pastore e madre fiascaia, sotto la corte dei conti Dzieduszycki, si trasferì ad Empoli con tutta la famiglia durante i bombardamenti dei tedeschi in ritirata. Trasferitosi a Pontorme, aprì insieme alla madre una latteria, mentre il padre gestiva il circolo Mcl della parrocchia di Pontorme. Tra i primi clienti della latteria, c’era anche un certo Bagnoli (il fondatore della Sammontana) che aveva appena aperto una gelateria in centro a Empoli.

Come tanti altri ragazzi, calcava il campo del “piaggione” e qui lo notò Silvano Bini, già direttore sportivo dell’Empoli calcio, che non volle farsi sfuggire il suo sinistro di una precisione millimetrica. Ragazzo prodigio dell’Empoli di serie C alla fine degli anni ’50, per Rossi il mondo del calcio rimase solo un sogno, perché dopo poco scelse di abbandonare la carriera da calciatore e dedicarsi al bilancio familiare con il suo mestiere di lattaio a domicilio.

Dal 1960 al 2000, Empoli ha conosciuto il suo motorino a tre ruote cassonato, che girava per le strade consegnando il latte alle famiglie, con estrema gioia dei ragazzini che si aggrappavano al cassone posteriore, mentre si spostava a 10 all’ora da un’abitazione all’altra. L’addio al calcio, però, non gli impedì di soddisfare la sua voglia di competizione, diventando negli anni un ottimo giocatore di bocce e boccette che tanto andavano di moda, vincendo vari campionati e trofei. Al tempo stesso, però, la latteria diventò una missione, tanto da mettere un cartello sul campanello di casa (adiacente alla latteria) con scritto “Per urgenze, suonare abitazione”. All’epoca, infatti, il latte non si trovava ovunque e per i bambini era considerato un alimento fondamentale.

Nel 2000 la latteria chiuse definitivamente e Narciso andò in pensione. Da allora si è dedicato anima e corpo alla comunità della parrocchia di San Michele a Pontorme e all’associazione Borgo Pontormese, donando la sua presenza e la sua disponibilità, tanto da fargli meritare la fascia onoraria tricolore (ovviamente simbolica) di sindaco del Borgo di Pontorme. La salma si trova esposta nella cappella della compagnia della chiesa San Michele Arcangelo a Pontorme, i funerali si svolgeranno nella stessa chiesa oggi – mercoledì 26 giugno – alle 15.

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