Sicurezza
Elezioni a Empoli, la sfida al rush finale: la sicurezza è il tema “bollente”
I cinque candidati a sindaco a confronto con Il Tirreno sulla città del futuro: tante proposte e diverse visioni anche su sanità, partecipazione e opere pubbliche
EMPOLI. È il tema della sicurezza ad infiammare il rush finale della campagna elettorale. Cinque soluzioni diverse, un solo obiettivo. Cinque visioni differenti, ma con lo scopo di fare di Empoli una città più sicura. Con i candidati sindaco che propongono da una parte interventi per ottenere e permettere un maggior controllo del territorio, dall’altro di procedere a riqualificazioni per fare di quelle che oggi sono zone d’ombra, aree più vivibili e quindi più sicure. Proposte che – a dieci giorni dal voto – diventano anche motivo di scontro tra i cinque candidati che si sono “sfidati” durante il confronto organizzato del Tirreno che ieri pomeriggio – nella sala conferenze messa a disposizione dall’Asev – ha messo di fronte i cinque aspiranti ad indossare la fascia tricolore, i loro programmi e le loro proposte per la città del futuro. Moderato dal vicecaposervizio della redazione di Pisa-Pontedera-Empoli Francesco Turchi, al confronto hanno assistito decine e decine di persone che hanno gremito la sala di via delle Fiascaie.
Sicurezza
È il tema probabilmente più sentito e quello che, inevitabilmente, continua ad accendere la campagna elettorale. Tema che per Andrea Poggianti (candidato della coalizione composta da Centrodestra per Empoli-Poggianti sindaco e La mia Empoli-lista civica Poggianti sindaco) diventa un assist per attaccare l’amministrazione uscente. «Una giunta che ha fatto solo interventi tampone e campagne spot senza mai mettere in campo soluzioni concrete, ma interventi quasi in maniera discriminatoria come nel caso delle chiusure dei kebab», accusa “assicurando” il potenziamento della polizia municipale «per permettere anche il turno notturno», aumentando il «numero di alloggi per le forze dell’ordine» per permettere la crescita degli organici, iniziando un percorso per la creazione di un Tribunale ordinario e la creazione di una «control room» per la gestione e la visione delle telecamere della rete pubblica e per aumentare il controllo del territorio. Una «necessità», quella di maggiore sicurezza che per Simone Campinoti (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Empoli del fare) passa da un’analisi complessiva del fenomeno e quindi con la creazione di «un assessorato alla sicurezza» supportato «da un team di professionisti del settore». Per Alessio Mantellassi (Partito democratico-Alleanza Verdi Sinistra-Azione-Questa è Empoli-Alessio Mantellassi sindaco) è la «vivibilità di alcune zone della città» con la riqualificazione, ad esempio, di Parco Mariambini, il rifacimento di piazza Don Minzoni e piazza Matteotti, a diventare strumento di maggiore sicurezza. Con più «sorveglianza» da assicurare attraverso una «stanza della sicurezza» da realizzare sopra il terminal dei bus. Proposte che trovano l’opposizione di Maria Grazia Maestrelli (Empoli al centro-Maria Grazia Maestrelli sindaca-Italia Viva) che attacca Mantellassi («in questi anni non avete fatto nulla», l’accusa) e strappa applausi. Accuse, ma anche proposte. A partire «da un diverso e migliore uso delle telecamere di videosorveglianza» da utilizzare per anche in funzione preventiva. Un problema, quello della sicurezza che per Leonardo Masi (Movimento 5 Stelle-Buongiorno Empoli-Siamo Empoli) va affrontato cercando anche di «capire cosa c’è dietro al fenomeno». «Il Pd – accusa – rincorre la destra sulle politiche securitarie. Occorre invece usare altri strumenti, soprattutto sociali. Droghe, povertà e dipendenze sono i fattori da combattere per incidere sulle cause che portano all’insicurezza».
Opere pubbliche
E se il tema della sicurezza accende il dibattito, quello sulle opere pubbliche mette di fronte diverse visioni e soprattutto differenti politiche di sviluppo. Nessuna grande opera, ma interventi volti a riqualificare l’esistente e progetti per cercare di fluidificare il traffico e offrire nuovi servizi ai cittadini. Se per Campinoti è necessario «riqualificare l’area industriale» e realizzare «parcheggi scambiatori alle tre uscite della Fi-Pi-Li», per Maestrelli le opere devono essere volte a fare di Empoli un importante «polo del turismo», investendo allo stesso tempo nell’edilizia pubblica, avviando «una riflessione sulla gestione delle case popolari». È Masi, invece, a puntare su trasporto pubblico e piste ciclabili attraverso un «piano di investimenti» soprattutto contro lo «smantellamento, attraverso la gara per l’assegnazione ad un gestore unico, del trasporto pubblico locale su gomma». Autobus al centro anche della proposta di Poggianti che avanza l’idea di «bus gratuiti per i residenti nelle tratte urbane» da affiancare ad un’opera di riqualificazioni, acquisto di immobili da destinare ad alloggi popolari e un potenziamento della viabilità anche attraverso il completamento della bretella sud. Viabilità che trova in Mantellassi la proposta di completamento della circonvallazione per «spostare importanti flussi di traffico oggi concentrati nel centro e decongestionare la Fi-Pi-Li» sviluppando allo stesso tempo la mobilità sostenibile con nuove piste ciclabili «per un totale di 20 chilometri».
Partecipazione
Un fenomeno non nuovo, ma “esploso” negli ultimi tempi, quello dei comitati che chiedono partecipazione e voce in capitolo nelle scelte amministrative. «Un fattore positivo in una democrazia – sottolinea Masi –, ma la nascita di comitati presuppone la presenza un’amministrazione che vuole capire e dialogare con i cittadini. Non tutto è risolvibile, a partire dal raddoppio ferroviario, ma i cittadini necessitano di ascolto». Un segno di «vivacità» per Poggianti e di «attenzione verso i temi pubblici», ma la nascita di numerosi comitati significa «anche che il Pd non ha mai ascoltato i cittadini», sottolinea Poggianti che propone la creazione di una consulta dei comitati per ascoltare e dialogare con i cittadini». Occorre «rapportarsi e confrontarsi» con i cittadini, l’imperativo di Campinoti, mentre per Mantellassi «l’associazionismo e l’organizzazione dei cittadini fanno parte del dna della città». Un fattore quindi «positivo». «La presenza dei comitati non va stigmatizzata – aggiunge», assicurando piena disponibilità al dialogo. Per Maestrelli va risolto invece un problema di fondo. «La democrazia prevede prima che si ascoltino i cittadino e poi si assumono decisioni, ma con l’amministrazione uscente è successo sempre il contrario», attacca promettendo di ribaltare la situazione.
Sanità
Tema tanto delicato quanto sentito dai cittadini che infiamma anche il confronto. Con Poggianti che sottolinea l’importanza di intervenire per «velocizzare gli interventi al San Giuseppe e di sviluppare la medicina di prossimità» proponendo l’istituzione «dell’infermiere di quartiere» e Campinoti che punta l’attenzione sul reclutamento del personale. «Investimenti e pressioni per garantire le risorse al territorio» sono i primi “strumenti” proposti da Mantellassi anche per la realizzazione di «ambulatori di prossimità» a servizio della comunità. Una situazione che per Maestrelli è invece «emergenziale», soprattutto quelle delle liste d’attesa a «causa delle scelte e delle politiche messe in campo negli ultimi tempi dalla Regione». Un problema non solo locale, ma soprattutto regionale e nazionale per Masi che punta a «recuperare il ruolo degli enti locali» anche per sviluppare una rete di Case di comunità.
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