Sicurezza
Empoli, colorati d’azzurro e d’orgoglio: perché la serie A è così importante per la città
Castellani sold-out, in oltre quindicimila per la partita dell’anno contro la Roma: «In massima serie costruito un sistema economico fondamentale per il territorio»
EMPOLI. Non è solo calcio. E quella di domani non è solo una partita. O almeno, non solo una semplice partita. In palio, certo, ci sono tre punti. Quelli che Luperto e compagni sono chiamati a conquistare, spinti anche dagli oltre quindicimila cuori azzurri che batteranno sugli spalti del Castellani, per cercare di riemergere dalla sabbie mobili del fondo classifica. Ma in palio c’è molto di più. Perché la Serie A non è solo un fatto di orgoglio sportivo. Per una “città di provincia”, vale molto di più. Un vanto, certo, ma anche un elemento fondamentale che impatta sulla sfera economica della città. Una sorta di grande investimento con ritorni immediati grazie all’indotto generato dal flusso di tifosi e di addetti ai lavori che vale milioni di euro.
Le ricadute economiche
«La Serie A è un palcoscenico fondamentale per la nostra città – sottolinea Eros Condelli, presidente Confesercenti Empoli –. Tutti siamo a fare il tifo, a sostenere e a sperare che la squadra possa rimanere nella massima serie. Questo ci riempirebbe d’orgoglio come tifosi dell’Empoli, ma permetterebbe di continuare anche ad alimentare l’attrattività della città e quella ricaduta economica fondamentale per determinati settori dell’economia locale. La Serie A vale moltissimo per la città ed è importante che la città continui ad avere la squadra in Serie A, anche per una questione di immagine e di conoscenza anche a fini turistici. È sotto gli occhi di tutti – prosegue Condelli –: le famiglie vengono volentieri a vivere una giornata di sport a Empoli perché sanno che possono venire in un ambiente sereno e sano». Strutture d’accoglienza, ma non solo. Perché il flusso di tifosi e di addetti ai lavori contribuisce ad alimentare interi settori, a partire dalla ristorazione. «Sotto il profilo dell’immagine della città, la Serie A è tutto – aggiunge Alessandro Costagli, presidente della Confcommercio Empolese-Valdelsa –. Empoli, in Italia, è conosciuta tanto per la sua partecipazione alla massima serie e per i risultati sportivi. Un brand, quello del calcio, che influisce tantissimo su alcuni settori, compreso anche quello della moda. Raggiungere il traguardo della salvezza è fondamentale dal punto di vista sportivo, ma è un obiettivo molto importante anche per il sistema economico e per l’immagine della città».
Il progetto
Difendere la Serie A significa però difendere anche un progetto, sportivo e non, che viene da lontano e che adesso punta a materializzare anche uno sviluppo infrastrutturale – con il restyling dello stadio – che darà una nuova spinta alla crescita della città. Difendere la Serie A significa continuare ad alimentare anche i sogni, sportivi e non, di una realtà di provincia che ha saputo trasformarsi in grande innalzandosi nell’Olimpo delle big senza mai perdere la sua identità. A parlare, alla fine, sarà il campo. In ogni caso, a parlare saranno anche i quindicimila (tremila romanisti) che domani popoleranno il Castellani. Probabilmente non sarà tagliato il record stagionale (lo scorso settembre oltre 15.700 spettatori presenti sugli spalti in occasione della sfida con la Juventus), ma sarà l’ennesima dimostrazione di orgoglio e amore della città per i propri colori, mai spettatrice di una semplice partita ma sempre protagonista di un pezzo di storia che la squadra, giornata dopo giornata, ha scritto. Domani c’è da chiudere un altro capitolo, quello della stagione 2023-2024. E la squadra, i tifosi e la città sono pronti ad unirsi per scrivere il lieto fine e per continuare a sfogliare le pagine di quella favola chiamata Serie A.
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