Il Tirreno

Empoli

La denuncia

Bus e disabili, la battaglia di Isacco Cantini: «Pedane rischiose, impossibile prendere i mezzi in autonomia»

di Sara Venchiarutti
Isacco Cantini alle prese con la pedana troppo ripida per salire su un autobus
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Isacco Cantini alle prese con la pedana troppo ripida per salire su un autobus

Il presidente del comitato civico “Degrado a Empoli” in sedia a rotelle: «C’è sempre bisogno dell’aiuto di qualcuno e questo limita l’indipendenza». Autolinee Toscane invita i portatori di handicap che si muovono in carrozzina a prenotare il servizio

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EMPOLI. Isacco sta aspettando l’autobus alla fermata della stazione. Dà uno sguardo all’orologio, sono quasi le 11,30. Pochi minuti ed ecco dalla curva il luccichio del finestrone del bus. Sbuffi di motore, il rumore del freno sull’asfalto, le ruote si accostano alla pensilina. Isacco si avvicina e già qui, per chi è in carrozzina o in generale per chi necessita dell’utilizzo della rampa per l’accesso al mezzo, non è sempre semplice raggiungere il pulsante per segnalare la propria presenza. Ma c’è sempre l’autista. La pedana stavolta è di tipo manuale. Viene tirata fuori senza problemi e viene appoggiata sul marciapiede alla base della pensilina. A Isacco però basta una rapida occhiata per capire che così quella pedana è troppo ripida. «Il punto di appoggio, il bordo del marciapiede, è troppo basso», spiega. La carrozzina va verso la pedana e, infatti, a un certo punto si blocca. Un’ulteriore spinta, ma niente da fare, resta lì a metà. Anzi, diventa pericoloso perché le ruote posteriori si fermano mentre quelle anteriori si “impennano”.

«Si rischia di cadere», dice Isacco mentre rimette in equilibrio la carrozzina, subito aiutato dal suo assistente. Ma non è l’unico problema che ha incontrato nel prendere gli autobus. «In alcuni casi – racconta – alla pedana mancava proprio il piano di appoggio, diventando ancora più pericolosa. A Empoli le pensiline non hanno un’altezza adeguata alla necessità di appoggio della pedana». Parole che in concreto si traducono «nella speranza di trovare qualche buonanima che aiuti l’autista a caricare sul mezzo la carrozzina di peso, visto che sollevarla da soli non è semplice», sottolinea Isacco Cantini, in carrozzina e presidente del comitato civico “Degrado a Empoli”, oltre a essere responsabile provinciale del dipartimento di equità sociale e disabilità per FdI. E così le pedane per l’accessibilità – elettriche o manuali – ci sono, ne sono dotati i mezzi sia urbani sia extra urbani, ma «nella pratica sono inutilizzabili», denuncia Cantini.

Insomma, nel 2024 per una persona con disabilità prendere un autobus in autonomia è «praticamente impossibile, devi essere sempre aiutato da qualcuno. E – sottolinea – non è semplice sollevare una carrozzina. La mia pesa 25 chili, oltre al mio peso, ma quelle a motore sono molto più pesanti». E infatti con le carrozzine meno leggere è capitato pure che, a causa del peso, il meccanismo della pedana elettrica a un certo punto si bloccasse, lasciando la persona con disabilità “sospesa” a metà. E non stupisce la decisione «di evitare di prendere i mezzi pubblici. E questo – specifica Cantini – anche per chi non è in carrozzina ma ha altre difficoltà di movimento, dagli anziani alle mamme con il passeggino». Sul fronte delle pedane elettriche ad Autolinee Toscane non sono arrivate segnalazioni specifiche ma, nel caso si verifichino, vanno inviate attraverso i canali ufficiali. In più nella Carta dei servizi si invita le persone con mobilità ridotta a prenotare lo spostamento «per garantire una piena e completa informazione».
 

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