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Empoli

Empoli, incontro tra sindaca e titolari di kebab per trovare un compromesso sugli orari

Uno scorcio della piazza davanti alla stazione
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Uno scorcio della piazza davanti alla stazione

I commercianti: «Prima chiudevamo alle 2, noi disponibili ad arrivare alle 23 e a non vendere alcool dopo una certa ora»

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EMPOLI. Si sono incontrati lunedì pomeriggio in comune. Da un lato, insieme al commissario della polizia municipale, la sindaca Brenda Barnini, che ha da pochi giorni firmato dieci ordinanze di chiusura anticipata per altrettante realtà – minimarket, bar e ristoranti kebab – per fermare risse e malamovida in zona stazione. Dall’altro i titolari di quelle stesse attività che da qualche giorno e per tre mesi devono chiudere tutto entro le 20.

«Abbiamo lasciato in comune tutti i nostri numeri, ora parleremo di nuovo con la sindaca per vedere se riusciamo a trovare una strada alternativa. Vedremo», commenta Jasvir Singh, titolare del bar kebab “la Stazione”. «È stato il primo incontro interlocutorio – spiega la sindaca Barnini – e faremo anche altri approfondimenti. L’intenzione è quella di trovare un punto di maggiore sintesi fra le loro legittime esigenze e il diritto della cittadinanza ad avere sicurezza e decoro».

Insomma, un percorso di dialogo è stato aperto, ma ancora non è chiaro dove arriverà. In effetti il punto di equilibrio da trovare non è semplice. Ma nel frattempo «l’ordinanza e la chiusura alle 20 per ora restano», sottolinea Singh. «Siamo comunque contenti – continua Singh – perché abbiamo potuto spiegare le nostre ragioni. Come paghiamo l’affitto, le bollette? Per noi è un grosso problema, chiudere alle 20 significa perdere il 60% del nostro lavoro giornaliero».

Prima dell’ordinanza il locale era aperto fino alle 2 di notte. «Siamo disponibili – assicura Singh – a chiudere alle 22 o alle 23, o a non vendere alcol dopo una certa ora. È giusto, anche noi lavoriamo e per questo vogliamo sicurezza e tranquillità. Speriamo di trovare una strada giusta. Anche perché, quando scoppiavano le risse, i passanti si venivano a rifugiare nel nostro locale. Ora invece è tutto buio, non c’è nessuna luce, ed è peggio».

Quello di lunedì è stato un inizio positivo anche per la sindaca. «È stato utile – spiega Barnini – a chiarire il fatto che le attività destinatarie dell’ordinanza sono state individuate sulla base delle segnalazioni, denunce e provvedimenti scattati in conseguenza di fatti avvenuti in zone limitrofe alle attività».

Il punto però secondo Barnini riguarda sì la sicurezza, ma anche la regolamentazione delle attività commerciali e, in generale, la loro liberalizzazione «senza alcuna regola. L’intenzione dell’amministrazione con questo provvedimento – spiega Barnini – è di innescare una presa di coscienza rispetto al fatto che, se vogliamo evitare episodi di microcriminalità e anche di insicurezza, c’è bisogno che tutti facciano la propria parte e che quindi anche la determinazione di orari e regole che le attività devono osservare sia il frutto di una concertazione e non lasciata, come la legge purtroppo consente, a una totale liberalizzazione».


 

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