Il Tirreno

Empoli

Il reportage

Stazione di Empoli, residenti e negozianti: «Risse e spaccio in calo. Demolire il parcheggio scelta giusta»

di Sara Venchiarutti
Da sinistra in alto in senso orario: Diletta Santini,Enrico Cenci, Angelica Gori, Giuseppe Lombardo, Mariarosa Varvaro, Marco Incatasciato
Da sinistra in alto in senso orario: Diletta Santini,Enrico Cenci, Angelica Gori, Giuseppe Lombardo, Mariarosa Varvaro, Marco Incatasciato

Le persone che abitano o lavorano nella zona sono quasi tutte d’accordo: «Ma continua l’abuso di alcol»

08 febbraio 2024
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EMPOLI. Un grande spazio vuoto, asfaltato. A terra i cocci di una bottiglia andata in frantumi. Due signore, a braccetto, si fermano, guardano oltre le transenne. Indicano un oggetto rosso. Osservano meglio: è un estintore. «La gente – commentano – non ha senso civico, buttano i rifiuti ovunque, anche quelli da smaltire con attenzione». Loro non abitano lì in zona ma in tutt’altro quartiere. Però certo che si ricordano di quando lì c’erano le colonne della tettoia sopraelevata del parcheggio multipiano.

Dal suo smantellamento sono passati appena due mesi. E se non te lo ricordi, è difficile ora immaginarselo com’era prima. Anfratti nascosti in cui a qualsiasi ora c’erano cumuli di bottiglie, siringhe, spaccio di droga. Sì, lì la situazione è migliorata da quando quel parcheggio a due piani non c’è più. Lo dicono i residenti, lo confermano le attività commerciali. Per qualcuno la sua “eliminazione” è stata decisiva, per qualcun altro non risolve tutti i problemi di microcriminalità e insicurezza della zona. Per tutti però adesso va molto meglio. E ok, «a volte quando torno a casa da sola la sera un po’ di ansia ce l’ho lo stesso, Empoli non è il massimo della sicurezza, ma la situazione qui è migliorata rispetto a prima», dice Angelica Gori. Lei lavora al negozio “SneakerPlaza”, di fronte all’ex (ormai) parcheggio multipiano. «Hanno fatto bene a toglierlo, prima qui era invivibile», aggiunge. Annuisce la titolare, Diletta Santini. «A fine settembre – racconta – qui era tragico: quel parcheggio faceva da “tana” a persone poco raccomandabili, c’erano continui schiamazzi, urla. Eppure ho deciso di investire lo stesso in questa zona, mi piaceva il negozio anche se avevo paura di vandalismi. Ora invece la situazione è drasticamente cambiata in meglio. Anche i clienti sono più contenti». E lì ci tornerebbe pure a parcheggiare con la macchina Mariarosa Varvaro del ristorante “Il Galeone”.

«Avevo smesso, troppa paura. Ora invece – racconta – ci si può passare tranquillamente, anche la sera». Lei è lì, a due passi dall'ex parcheggio, dal 1988. «Dieci anni fa – sottolinea – questa zona era molto più sicura. Nelle ultime settimane però va un po’ meglio, anche se continuiamo a trovare davanti al cancello escrementi e siringhe».

È d’accordo il titolare del ristorante, Enrico Cenci. «Negli ultimi due mesi – fa un calcolo – qui in zona ci sono state solo due risse. Prima erano tre alla settimana, non ne potevamo più». Per lui il merito è più delle telecamere. L’ordinanza che vieta la vendita di alcol da asporto invece «non viene nemmeno rispettata», spiega. Di quella nuova, che impone la chiusura alle otto di sera a minimarket e bar kebab della zona, «sono contentissima», dice Mariarosa. E ora via XI febbraio è diventata «quasi un mortorio», dice ridendo Giuseppe Lombardo del comitato dei residenti di via XI febbraio. «Non c’è paragone rispetto a prima, quando – spiega – c’era la protezione della copertura del parcheggio. Qui in realtà le aree critiche sono due: il giardino continua ad assillare i residenti, ma la zona veramente preoccupante, quella che attraeva di più i delinquenti, non c’è più». Ora tutti aspettano il passo successivo. «Quest’area è stata bonificata. Aspettiamo – aggiunge Lombardo – che le venga data una destinazione: si potrebbe costruire un teatro, un punto di aggregazione». Da quando non c’è più il parcheggio multipiano «non vedo i giri strani di prima», ammette Marco Incatasciato, residente in zona. E se va bene il risultato, è il metodo a lasciar desiderare, secondo lui. «Il parcheggio – spiega – era utile per chi veniva a Empoli a lavorare. Andavano mandate via le persone che creavano insicurezza, non demolito il parcheggio o chiuse prima le attività commerciali». E sì, «sono favorevole alla rimozione del parcheggio – dice Daniela Simonetti, presidente della sezione commercio di Conflavoro Empolese Valdelsa – però non è l’unica azione necessaria a sradicare il fenomeno di degrado nella zona stazione, dalle risse agli atti vandalici ai tentativi di furto. Serve vigilanza, uno stazionamento fisso. Anche per questo, grazie a un progetto approvato dal Comune, è stato istituito un fondo per incentivare l’acquisto di apparati di sorveglianza. Le domande usciranno il 12 febbraio. Pieno sostegno – conclude – alla nuova ordinanza della sindaca».
 

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