Gioco
Empoli, ad Avane sono i residenti a coprire le buche: «Così facciamo prima...». Cosa va (e cosa non va) nella frazione
I residenti si lamentano di essere un po’ abbandonati ma si sentono anche più sicuri rispetto al centro cittadino
EMPOLI. Un giorno, stanco di quelle buche in via Manetti, il pensionato Aldo Petrone ha chiesto in prestito catrame e carretta, si è rimboccato le maniche e le ha “tappate” da sé.
D’altronde lui ad Avane ci abita dal ’67, e ormai è come se l’intera frazione fosse diventata un po’ casa sua. «Ogni volta che passava una macchina – spiega – si sentiva il rumore dell’urto, erano sufficientemente grandi da spaccare ruote e ammortizzatori. Allora ho chiesto l’occorrente al presidente del circolo Arci e per risolvere subito il problema». Verrebbe da chiedersi perché mai il circolo sia fornito di tutto l’occorrente. «Tappiamo noi le buche qui davanti. Si formano spesso un po’ in tutto il parcheggio», rispondono. Anzi, «le ho messe a posto io», rivendica con fierezza Gaetano Albano, seduto al tavolino del circolo circondato da giornali e caffè.
Non abita più ad Avane, ma ci ha comunque passato buona parte della sua vita, e «anche se sono andato in un’altra zona di Empoli, Avane mi è rimasta nel cuore», racconta. E infatti lui lì al circolo è un “habitué”. Ci va ogni mattina. «Mi dispiace solo vedere come ci sia poca gente in giro per la frazione», aggiunge.
Annuisce un’altra residente della frazione. «Per carità, non mettete anche il mio nome – chiede – che non voglio comparire sul giornale». Però una considerazione ci tiene comunque a farla: «Avane è diventata una frazione morta, mancano proprio i punti di aggregazione. Una volta era più viva, c’era gente fuori, c’era il Carnevale, c’erano iniziative al centro giovani o al circolo, che invece sta quasi morendo. Adesso ha chiuso pure il forno. Se devi fare la spesa non hai alternative, devi andare per forza alla Coop. Non ci sono servizi, manca tutto. Ci sentiamo un po’ “scansati”, messi in disparte. Ma – dice con un’alzata di spalle – capita spesso che le periferie siano lasciate un po’ andare».
Un aspetto positivo? «Ci si sa arrangiare», risponde con un mezzo sorriso. Intanto fuori dal circolo le buche hanno generato un dibattito. «Mica sono solo lì», puntualizza una signora residente ad Avane indicando il parcheggio. «Le trovo un po’ ovunque: sono pericolose soprattutto se le prendi con la bici o col motorino». L’amica a fianco è meno convinta: «Ci sono altre zone sicuramente messe peggio da quel punto di vista», commenta. E sì, «l’usura dell’asfalto sta causando dei problemi di buche – dice l’assessore alle manutenzioni stradali Adolfo Bellucci – ma ora stiamo portando avanti tanti lavori sulle strade. Serve personale ma soprattutto servono risorse per rifare tutto. Stiamo lavorando tanto sulle segnalazioni: abbiamo cambiato il sistema, per cui ora vengono raccolte da un tecnico che le organizza in ordine di priorità. I cittadini però ci devono dare una mano: non vi sentite abbandonati, segnalate», invita l'assessore.
Anche Alessia Bugetti, titolare di “Punto Pinsa”, se deve proprio trovare un difetto ad Avane, è l’ordinaria manutenzione. «A volte, e anche qui davanti – spiega con un cenno alla via di fronte – i marciapiedi sono molto stretti, con delle buche che causano un po’ di difficoltà alle persone anziane. Quindi ci vorrebbe un po’ più di “ristrutturazione”. Però è certo: ci sentiamo molto più sicuri qui rispetto al centro di Empoli». Ecco, la sicurezza è un punto a favore. Anche se a qualcuno quel parchetto tra i condomini a fianco del circolo Arci proprio non piace. «Sì, potrebbero mettere un lampione, la sera è buio», suggerisce un residente mentre guarda l’altalena rotta, praticamente spaccata a metà. «Quella è così da una vita». Non riesce a ricordarsi quando è stata l’ultima volta che ha visto dei bambini dondolarsi. «È così da mesi», dice un altro signore. Che, tra l’altro, ha notato delle "strane" presenze nascoste tra i cespugli: «Ogni tanto ci troviamo delle biciclette, sempre diverse. Pensiamo che siano rubate». E si apre il capitolo dell’abbandono di rifiuti. Spesso avviene nelle stradine più liminari, più vicino alla campagna che delimita la frazione. Ma a volte, denunciano i residenti, succede anche tra le case, vicino ai cestini o ai cassonetti. È il caso, ad esempio, della campana del vetro di via Peruzzi. Lì accanto, quando c’è andato Il Tirreno pochi giorni fa, c’era una sedia. «Ma ci abbandonano di tutto, è uno schifo», dice Gilberto Bivona. La sua casa è praticamente di fronte, e quindi ha una visuale “privilegiata” – suo malgrado - di quel che accade lì. «Lasciano materassi, di tutto. Noi – spiega – segnaliamo in continuazione. E portano sempre via i rifiuti velocemente, ma poi il giorno dopo ritorna tutto come prima, con nuovi abbandoni. Così come sono piene di rifiuti le fosse sulla strada che va al cimitero».
Insomma non si fa in tempo a ripulire che c’è chi torna a scaricarci dei rifiuti. Segno evidente che a mancare è la coscienza civica in qualcuno che potrebbe risiedere nella zona ma anche arrivare da lontano proprio per scaricare lì i rifiuti e andarsene tranquillo.
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