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Empoli, arrestati 4 giovani per la rapina nel sottopasso. La figlia della mamma aggredita: «Ora una giusta condanna»

di Pasquale Petrella
Una veduta del sottopasso di via dei Capuccini dove è avvenuta la rapina alle due anziane signore
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Una veduta del sottopasso di via dei Capuccini dove è avvenuta la rapina alle due anziane signore

Nei guai un 22enne di Piombino e tre minori dell’Empolese

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EMPOLI. «Sono contenta del lavoro svolto dalla polizia e mi auguro anche che questo sia solo l’inizio che porti verso la fine che deve essere la condanna con una pena giusta». Manuela Matteucci, figlia di Carla Niccolai, l’83enne aggredita e rapinata lo scorso 6 gennaio, commenta così la notizia dell’arresto di quattro giovani, quali presunti responsabili di quell’aggressione che procurò alla madre le fratture dell’omero e del bacino. «Mia madre è tornata a casa lunedì scorso – aggiunge Manuela Matteucci – E’ allettata per via delle fratture al bacino e ha subito un intervento chirurgico con l’inserimento di una protesi all’omero fratturato. Fra 30 giorni dovrà fare una radiografica e da quella i medici decideranno se potrà cominciare a fare fisioterapia. Saranno cose lunghe purtroppo».

Sono quattro i giovani ritenuti responsabili di quella rapina e per un ventiduenne residente a Piombino, giovedì scorso, è scattata la misura cautelare in carcere chiesta dalla Procura del Tribunale di Firenze e concessa dal gip, mentre per altri tre minorenni, di età fra i 16 e i 17 anni, residenti nell’Empolese, la Procura dei minori ha disposto ieri mattina gli arresti domiciliari. Provvedimento che è stato loro notificato dagli agenti del Commissariato di polizia di Empoli e dagli agenti della Polfer.

Il 6 gennaio scorso, Carla Niccolai stava rientrando a casa a Ponzano a piedi in compagnia della vicina di casa, Antonella Parigi di 70 anni. Mentre stavano percorrendo il sottopasso pedonale di via dei Cappuccini incrociarono i quattro giovani che si misero due da una parte e due dall’altra del passaggio, apparentemente per farle passare. In realtà appena se le sono trovate in mezzo, uno di loro strappò la borsetta dal braccio dell’ottantatreenne trascinandola violentemente a terra, e subito dopo si diedero alla fuga. Proprio in quel momento c’era una pattuglia della polizia che stava transitando con l’auto di servizio nel sottopasso che si mise al loro inseguimento, senza però riuscire a fermare nessuno dei quattro che si erano divisi, due erano andati in direzione dei binari ferroviari e altri due fecero perdere le tracce nelle stradine del centro. Mentre le due donne venivano soccorse da Marco Bartolozzi, un ex volontario della Misericordia che si trovava a sua volta a transitare lungo il sottopasso.

Gli agenti avviarono immediatamente le indagini. I filmati delle videocamere di sorveglianza presenti nella zona si sono rivelate molto importanti. Sulla base di quelle immagini, due giorni dopo gli agenti della Polfer identificarono un giovane che somigliava a uno dei componenti la baby gang. E’ stato l’inizio dell’inserimento delle tessere per comporre il puzzle che ha portato poi all’emissione dei provvedimenti cautelari.

«Voglio ringraziare il commissario Zunino con i suoi uomini Matteucci e Aprea che con noi sono stati molto comprensivi, disponibili e umani – continua la signora Matteucci – Mi dispiace solo che si sia arrivato a questo per capire che la questione sicurezza a Empoli è seria, ma adesso c’è anche il segnala per tutta la città che chi sbaglia deve pagare. E mi auguro che per questi giovani ci sia un processo con una condanna giusta».

Le indagini della polizia si sono mosse in più direzioni partendo dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza ma anche dalla descrizione che gli stessi agenti di pattuglia sulla volante che li hanno visti compiere il reato e inseguiti, hanno potuto dare, ed infine con la consultazione degli archivi sui giovani che normalmente frequentano la stazione ferroviaria di Empoli senza particolari esigenze di mobilità. Il ventiduenne arrestato infatti era già noto alle forze dell’ordine e quindi per lui è stato solo necessario ricostruire tutti i suoi movimenti per raccogliere le prove della sua presunta responsabilità e convincere il giudice delle indagini preliminari a sottoscrivere il provvedimento restrittivo richiesto dalla Procura fiorentina. Una volta arrestato il ventiduenne, è stato facile risalire anche agli altri tre presunti complici. E nell’arco di un’altra settimana gli investigatori hanno elaborato anche per loro le prove che li accusano di far parte della baby gang che per l’Epifania e in pieno giorno, erano le 15 del pomeriggio, con grande spregiudicatezza aggredirono le due anziane cogliendole completamente di sorpresa. «Ci erano sembrati dei bravi ragazzi, come se fossero dei nostri nipoti – aveva dichiarato Antonella Parigi subito dopo aver subito la rapina – Non ci saremmo mai aspettate di essere aggredite peraltro in pieno giorno».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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