Sicurezza
A Empoli oltre duemila case vuote: «Ma la richiesta cresce»
Più del 10% degli immobili non è occupato. L’assessora Valentina Torrini: «L’emergenza abitativa sta crescendo e ci restituisce l’immagine di un disagio di una fascia della popolazione che è sempre più ampia per la quale l’accesso al mercato privato è in molti casi impossibile, perché i costi per gli affitti sono sempre più elevati»
EMPOLI. A Empoli il 10,4 per cento delle abitazioni presenti non sono occupate. Questo secondo quanto rilevato da Openpolis mettendo a confronto in tutti i Comuni italiani gli spazi abitativi totali, quelli occupati e quelli che non lo sono. Secondo l’indagine, a Empoli sono presenti oltre 22.500 abitazioni: di queste, più di 20mila sono occupate (pari all’89 per cento del totale) e 2.350 sono le case non occupate. Si tratta, di abitazioni «vuote o occupate esclusivamente da persone non dimoranti abitualmente» a differenza, invece, delle abitazioni permanentemente occupate per il quale si intende «il luogo nel quale almeno un individuo ha la propria dimora abituale».
Molte case non occupate, nonostante l’emergenza abitativa continua a crescere e per molte famiglie aumenta la necessità di reperire un alloggio in affitto a costi calmierati. Esigenze che però si scontrano con un mercato immobiliare che non sempre risponde alle richieste economiche di chi ha necessità di un alloggio. «L’emergenza abitativa sta crescendo – spiega l’assessora alla casa Valentina Torrini –: ci restituisce l’immagine di un disagio di una fascia della popolazione che è sempre più ampia per la quale l’accesso al mercato privato è in molti casi impossibile, perché i costi per gli affitti sono sempre più elevati. A fronte di ciò cresce il numero degli sfratti per famiglie molto numerose e aumenta il costo dell’abitare. E quindi l’emergenza abitativa per tanti è causa di impoverimento».
E mentre il bisogno abitativo si trasforma sempre più in emergenza e una fetta delle abitazioni rimane vuota, continua a crescere il numero di persone che si rivolge al Comune per ottenere un sostegno alla locazione. Una richiesta costante e sempre maggiore. «Spesso capitano situazioni di famiglie che hanno sempre pagato l’affitto, ma sono costrette a lasciare l’appartamento perché il proprietario ha necessità di rientrarne in possesso – spiega l’assessora Torrini – e cercano nuove case, ma non riescono a trovarle perché il mercato degli affitti è molto elevato e le condizioni richieste sono in molti casi rigide. Viene richiesto, ad esempio, il numero dei componenti della famiglia e le buste paga degli adulti. Per una famiglia numerosa è sempre più difficile vedersi garantito il diritto all’abitare, nonostante ci siano stipendi e reddito. Viviamo una situazione difficile in cui gli enti locali stanno facendo il possibile soprattutto per quanto riguarda gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Stiamo cercando di gestire il più possibile il patrimonio».
Con l’ultima graduatoria del 2022, a Empoli sono stati consegnati 60 alloggi di edilizia residenziale pubblica, ma le domande superavano le 400 richieste. Attualmente, il patrimonio Erp è di 579 alloggi, ma ne servirebbero ancora. «Abbiamo cinquanta appartamenti liberi da ristrutturare: sono stati abitati per oltre cinquanta anni e richiedono enormi spese di manutenzione che vanno, per ciascuno, da 10 a 20mila euro – evidenzia Torrini –. Utilizziamo tutte le risorse che arrivano dagli affitti, circa 80mila euro l’anno, per la ristrutturazione degli appartamenti. In un anno riusciamo a rimetterne in sesto una decina, ma in una situazione come questa, con cinquanta alloggi da risistemare, occorrerebbe un aiuto importante dal governo che, invece, continua a non stanziare somme per le ristrutturazioni. C’è bisogno di nuovi alloggi Erp – aggiunge l’assessora alla casa –, ma per il recupero occorrono somme importanti».
Edilizia pubblica, ma non solo. Perché oltre ad una casa popolare, molte persone si rivolgono al Comune anche per cercare di ottenere un contributo per l’affitto o per evitare una procedura di sfratto. A Empoli, sono state presentate 75 domande di contributi per il pagamento dell’affitto. E la situazione abitativa dovrà adesso fare i conti anche con gli affitti brevi. «È difficile calcolare le conseguenze dell’intervento del governo in materia di affitti brevi – conclude l’assessora Torrini –: quello che il governo dovrebbe fare è sicuramente rifinanziare il fondo affitti, che invece ha cancellato. Il fondo aiutava tante famiglie a basso reddito a pagare la rata mensile, costringendo il Comune di Empoli, come altri, a provvedere con risorse proprie».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
