La protesta
Tecnologico, accessibile e inclusivo: riaperto il Museo della Collegiata di Empoli
Conclusi gli interventi per l’abbattimento delle barriere fisiche, sensoriali e cognitive. Barnini: «Il prossimo anno il via ai lavori per il nuovo teatro civico della città»
EMPOLI. Il Museo della Collegiata ha riaperto le porte al pubblico. Si sono conclusi gli interventi relativi all’abbattimento delle barriere fisiche al primo piano della struttura, di proprietà della propositura ma a gestione comunale, con l’inserimento di una pavimentazione flottante che consente di superare i dislivelli presenti tra le sale, e relativi alla predisposizione della nuova biglietteria. Le opere, presentate ieri durante l’inaugurazione dei locali rinnovati alla presenza, fra gli altri, della sindaca Brenda Barnini, dell’assessora alla cultura Giulia Terreni, della direttrice del sistema museale empolese, Cristina Gelli, e del proposto della Collegiata, don Guido Engels, rientrano in un percorso per rendere il sistema museale cittadino più accessibile dal punto di vista fisico, ma anche dal punto di vista delle disabilità sensoriali e cognitive. I lavori e il successivo riallestimento delle sale rientrano nel pacchetto di interventi finanziati con le risorse Pnrr. In totale, per il Museo della Collegiata, tra i più importanti musei minori della Toscana, il Comune è risultato destinatario di un finanziamento da 200mila euro, ai quali si aggiunge un contributo comunale da circa 287mila euro, per un importo complessivo di circa 487mila euro. Eseguiti anche interventi per migliorare l’accessibilità dall’esterno, la raggiungibilità e l’accesso ai percorsi e ai servizi, per lo sviluppo dei percorsi museali, per la formazione del personale e la valorizzazione della struttura e della sua offerta.
«Questa inaugurazione è preludio a un 2024 anno della cultura per la nostra città – sottolinea la sindaca –. Dieci anni fa, quando iniziai il lungo percorso di ascolto e confronto con i cittadini, emergeva con forza la domanda di più cultura, in termini di eventi e di spazi. In questi mesi, grazie alle risorse del Pnrr, al grande impegno dei nostri uffici e della direttrice del sistema museale, i nostri musei sono divenuti luoghi di cultura capaci di accogliere e dialogare con tutti. Una tappa fondamentale per un’amministrazione che, anno dopo anno, ha scelto di scommettere sempre più sullo sviluppo del potenziale culturale del territorio. Penso anche alla biblioteca Fucini restaurata e restituita con nuove funzioni ai suoi utenti; al cantiere in corso per completare il recupero dell’ex convento degli Agostiniani e all’ex Convitto infermieri di piazza del Popolo che, a breve, aprirà le porte come sede di Palazzo Leggenda, destinato ad accogliere servizi e attività della biblioteca dei ragazzi, senza trascurare il recupero dell’ex ospedale destinato ad accogliere servizi e spazi a carattere culturale, come il futuro EcoPark a Ponte a Elsa – il bilancio della sindaca –. Accanto a questi investimenti, abbiamo creduto e fatto crescere festival come Leggenda, Germogli e il Premio Pozzale. Nel 2024, Empoli ospiterà due grandi appuntamenti dedicati a Masolino da Panicale e a Ferruccio Busoni, ma sarà anche l’anno del via a un cantiere atteso e voluto dalla città: dopo l’approvazione del progetto definitivo per la trasformazione di piazza Guido Guerra e la costruzione del teatro civico Il Ferruccio, per un investimento da 9 milioni di euro, in primavera partiranno i lavori e il teatro civico diverrà realtà».
«Poter sistemare il piano superiore del museo è un grande risultato raggiunto in tempi stretti con una soluzione che rispetta l’ambiente, dà valore alle opere ed è inclusiva – evidenzia la direttrice Gelli –: il percorso che si viene a creare non è un percorso esclusivo per persone con disabilità fisica, ma è il percorso di tutti e risponde all’idea del museo disegnato per tutti».
Nei mesi scorsi, il Comune di Empoli ha intercettato 291mila euro di finanziamenti per rendere il Museo del Vetro e il Museo della Collegiata più accessibili, grazie a un bando del ministero della Cultura, con il quale l’amministrazione è riuscita a centrare un obiettivo fondamentale per poter intervenire in tre importanti realtà culturali del territorio. Oltre a un progetto relativo alla biblioteca comunale Fucini, finanziati entrambi i progetti relativi al sistema museale. Gli interventi di abbattimento delle barriere fisiche nel Museo della Collegiata sono stati preceduti da opere per il miglioramento dell’accessibilità per le persone con disabilità sensoriale e cognitive. Realizzati video modeling di presentazione per ogni museo, per spiegarne contenuti e attività in “Comunicazione aumentativa alternativa” incentrati su percorso e contenuti dei musei, arricchiti di strumenti tattili per creare un percorso anche per non vedenti supportato da audio descrizioni dei pezzi selezionati. In particolare, al Museo della Collegiata sono disponibili un percorso tattile e tre opere restituite in 2 D, così da permettere ai non vedenti, anche guidati, di “leggere” e capire un’opera. Disponibili anche brochure sintetiche pensate per poter favorire le visite in maniera autonoma, in italiano e inglese, oltre a tablet per supportare ogni tipo di percorso didattico. Realizzate anche due audioguide per accompagnare i turisti alla scoperta dei musei, mentre sul sito empolimusei.it sono disponibili due mappe sensoriali per preparare alla visita le persone con disabilità cognitiva o sensoriale. Realizzate, inoltre, le sensory bag, borse all’interno delle quali gli utenti possono trovare accessori come cuffie per proteggersi dai rumori, occhiali scuri per luoghi con troppa luce e collane comunicative con simboli con cui far emergere i propri bisogni durante la visita. «Importante restituire a Empoli una struttura come il Museo della Collegiata dotata di nuovi strumenti per l’inclusione – spiega don Guido Engels –. Lo è prima di tutto perché Empoli è un luogo dove c’è bellezza e perché c’è un gusto spiccato della bellezza dell’arte. Il Museo della Collegiata è sicuramente un’eccellenza in un contesto dove il gusto innato, non solo per l’arte intesa come pittura e scultura, ma anche per la musica, ha una forte tradizione, molto radicata. Una tradizione che si scopre e si apprezza fino in fondo vivendo la città».
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