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Casa del Platano, Vittorio Sgarbi annuncia un esposto in procura: «È uno scempio»

di Giacomo Bertelli
La Casa del Platano inaugurata alcune settimane fa dopo mesi di proteste per la sua costruzione
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La Casa del Platano inaugurata alcune settimane fa dopo mesi di proteste per la sua costruzione

Gambassi: il sottosegretario si rivolge alla magistratura dopo la demolizione del vecchio teatro

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GAMBASSI. Duro attacco del sottosegretario alla cultura, Vittorio Sgarbi, alla “Casa del Platano” a Gambassi Terme. La demolizione dell’ex teatro di piazza Vittorio e la sua ricostruzione come edificio polivalente, ha richiamato l’attenzione anche del governo centrale. Il sottosegretario ha annunciato infatti la presentazione di un esposto in procura chiarimenti sulla demolizione della vecchia struttura e chiederà risposte anche alla Soprintendenza, in quanto la fisionomia del nuovo immobile, secondo il suo giudizio, ha cancellato irreversibilmente un pezzo di storia.

Sono settimane complicate per la Casa del platano: a meno di due settimane dalla sua inaugurazione prima è stato registrato un atto vandalico, con accuse rivolte anche al sindaco, e adesso l’attacco del sottosegretario che definisce la demolizione del vecchio teatro un «crimine» in quanto ha «cancellato una storia ultracentenaria».

La ricostruzione dell’edificio, convertito da teatro in una struttura polivalente, ha sin da subito attirato l’interesse di una cospicua parte di comunità, contraria al progetto. Contrarietà ribadita in parole, incontri e cartelloni esposti a ridosso dei lavori di demolizione. In molti avrebbero voluto recuperare l’antica struttura, anziché procedere a una demolizione e poi ricostruzione dal valore che ha superato abbondantemente il milione di euro, finanziate dalle risorse interne della stessa amministrazione comunale. «Un teatro costruito un secolo fa per commemorare i caduti della Prima guerra mondiale è stato abbattuto per sostituirlo con una orrenda architettura bianca, di miserabile disegno, circondata da canne rosse, eludendo anche la destinazione originale dell’edificio», l’attacco di Sgarbi che più volte si è recato in Valdelsa per portare il suo contributo all’arte e alla cultura.

Il teatro era stato costruito tra il 1920 e il 1927 in piazza Giuseppe di Vittorio come “Casa della cultura” su progetto dell’architetto Arcadio Ferranti e dell’ingegnere Enrico Marabotti come tributo in memoria dei tanti giovani morti durante le battaglie della Prima guerra mondiale. Il sottosegretario ha appreso della demolizione solo pochi giorni fa. «È stato abbattuto, eludendo anche la destinazione originale dell’edificio», accusa. Una demolizione e la successione autorizzazione alla costruzione del nuovo edificio che non convince totalmente Sgarbi, che ha intenzione di approfondire l’iter annunciando l’esposto alla magistratura. «Trattandosi di un edificio pubblico era sottoposto a vincolo – sottolinea –. Chiederò ragione della distrazione alla Soprintendenza e denuncerò lo scempio alla Procura perché abbia un corpo del reato evidente piuttosto che produrre indagini su teorie. Questo è un grave delitto di una pubblica amministrazione».

Un silenzio assordante quello che adesso mette in evidenza Sgarbi che si chiede come, chi doveva vigilare, quali interpretazioni e conseguenti autorizzazioni possa aver concesso. Così, i riflettori su questo edificio tornano più che mai ad essere intensi ed accesi, perché la Casa del platano adesso sembra rappresentare più che mai nella comunità locale un simbolo di discordia che interessa una parte della cittadinanza e che adesso ha attirato anche l'interesse del sottosegretario del governo centrale. L’amministrazione comunale, durante la cerimonia di inaugurazione dell’edificio, ha mostrato le potenzialità della struttura, parlando della messa a disposizione della comunità di sale riunioni, laboratori musicali, spazi per compleanni ed eventi, facendo capire il forte interesse che anche altri paesi della Valdelsa potrebbero avere sulla struttura.

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