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Empoli, le storie delle antiche botteghe tra resistenza e innovazione: «Ma non è semplice, in tanti chiudono»

di Elena Andreini
Empoli, le storie delle antiche botteghe tra resistenza e innovazione: «Ma non è semplice, in tanti chiudono»

C’è chi ha rilevato il negozio dove comprava le scarpe da piccola e chi resiste da 80 anni. La strategia è utilizzare i social e aprire dei “negozi” online per resistere alle vendite sul web

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EMPOLI. Resistono e si rinnovano. Sono le botteghe storiche “resistenti” pronte a raccontare il proprio passato con un linguaggio moderno e a volte anche cambiando proprietà. È il caso di “Daniela Calzature” aperto oltre 50 anni fa e oggi gestito da Bettina e Jan Willem. La coppia italo-olandese, dopo aver lavorato nel mondo dello sport, ha deciso di salvare il negozio di via del Giglio. «Eravamo in un momento di cambiamento della nostra vita – spiega Bettina – e volevamo affrontare una nuova sfida, ma non una sfida qualunque».

L’opportunità è un negozio che Bettina e sua sorella conoscevano bene. Da ragazzine era lì che acquistavano le loro scarpe. «Daniela è sempre stata un’istituzione – racconta Bettina – ma non se la sentiva più di continuare a lavorare avendo superato i 70 anni, mentre il figlio ha altri progetti. E quindi ci sembrava un peccato non proseguire l’attività perché questo negozio è un punto di riferimento del circondario. Per noi una bella sfida visto che tanti stanno chiudendo».

Bettina e Jan Willem hanno così deciso di mantenere lo stile del negozio tradizionale aprendo però anche ad un mercato virtuale. «Per onorare la carriera di Daniela abbiamo deciso di lasciare il negozio così come lo aveva pensato lei – dicono Bettina e Jan Willem – e poi il nome per noi è un portafortuna. Stiamo utilizzando i social con Instagram e poi pensiamo di aprire uno Shop online, anche se preferiamo il contatto con le persone».

I negozi storici a Empoli ci sono e resistono all’avanzata delle vendite online. «Le attività storiche – dice Gianluca D’Alessio di Confesercenti – sono molto presenti a Empoli sia nel centro che nelle frazioni. Sono nate come testimonianza di come il commercio di vicinato si sia modificato a seconda dei cambiamenti dei tempi. Coloro che oggi sono ancora aperti è perché mantengono il concetto di servizio, il rapporto con la clientela e si adattano a tutte le evoluzioni del mercato».

Tra i molti c’è Orfea Tessuti di via Ridolfi che ha 84 anni di vita, premiato dal Comune con una targa nel 2019 in occasione degli 80 anni. C’è il Vinegar American Bar che ha compiuto quarant’anni di attività o la Stireria Baiostir con sede in via Caciagli, oppure la Girandola Viaggi e lo storico negozio Nebbiai Maria Luisa Parrucchieri di via Sanzio. Attività merceologiche diverse, ma con lo stesso Dna: una tradizione da portare avanti nel segno dell'innovazione. Bi Ba Calzature di via Fratelli Rosselli, aperto nel 1975, si avvicina a festeggiare i primi 50 anni di attività. Marco e Anna lo gestiscono. «Il negozio storico è spesso penalizzato dalla presenza dei centri commerciali e delle vendite online – dice Marco – perché il negozio di vicinato non può stare aperto sempre per mancanza di molto personale. L’altro aspetto per quanto riguarda le calzature è la sempre maggiore richiesta di scarpe sportive e sempre meno di calzature eleganti o classiche. Il punto di vantaggio del negozio storico è la clientela fidelizzata e il servizio che forniamo».

I negozi storici rappresentano la storia della città, ma hanno bisogno di valorizzazione. «Occorrerebbe una maggiore regolamentazione per quanto riguarda i saldi. Le istituzioni – dice Marco – dovrebbero avere una maggiore attenzione». In fondo le botteghe storiche sono i “racconti” della città attraverso le insegne e forse andrebbero valorizzate. «Ci vorrebbe un impegno anche da parte delle istituzioni per mantenere le botteghe storiche – spiega Alessandro Costagli di Confcommercio – come ad esempio premiare chi rileva un negozi da molti anni sul territorio. Per mantenerli in vita è importante considerare la proprietà del fondo. Se rilevo una proprietà vecchia comunque vada si rischia di veder rincarare notevolmente l’affitto, quindi bisognerebbe trovare un giusto equilibrio per la locazione anche con nuovi proprietari».


 

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