Sicurezza
Ospedale di Empoli, mancano le guardie mediche: 6 i titolari ma ne servono 40
Bonci (Fimmg): «In alcuni periodi è impossibile coprire i turni»
EMPOLI. Il problema, nell’empolese Valdelsa, non sono tanto i medici di famiglia. La vera emergenza è tutta per le guardie mediche. Mancano i titolari, quelli con un contratto a tempo indeterminato. «Ormai si contano sulle dita di una mano», dice Alessandro Bonci, medico di medicina generale a Vinci e segretario provinciale della Fimmg (Federazione italiana di medici di medicina generale) Firenze. Anzi, poco più: in tutta l’unità dell’Asl 11 (che comprende la Valdelsa) di titolari «ce ne sono 6. Ma ce ne vorrebbero almeno 45, e solo nell’area empolese (escludendo Fucecchio) una 40ina».
E così la continuità assistenziale di fatto va avanti solo con i “precari”. Tradotto: neolaureati, specializzandi o corsisti del corso di formazione in medicina generale. Questo significa che il servizio «non viene svolto da medici formati in modo specifico, ma da professionisti che stanno facendo altro. Non c’è quindi un soggetto che è disponibile in pianta stabile, ma il turn over è molto alto». Con la conseguenza che soprattutto in periodi particolari, ma in generale quando manca la disponibilità di queste figure, «si ha una carenza importante del servizio». Nei periodi delle vacanze natalizie, ad esempio, o in estate, o anche adesso «con l’arrivo del concorso per entrare nelle specializzazioni. Rischiano di esserci dei “buchi”», avverte Bonci. Ed è successo nei mesi passati che «se nell’area dell’empolese ci volevano dieci guardie mediche – spiega – nella realtà ce ne erano 3-4 che dovevano coprire l’intero territorio. Capita che una sede possa essere rimasta chiusa e che quindi sia stata coperta da quella limitrofa. Da Castelfiorentino, ad esempio, tocca andare alla sede di Certaldo, o di Empoli. Ci sono dei buchi nella copertura dei servizi e si risolvono con un super lavoro dei medici, mentre le criticità di un alto ricambio non consentono una programmazione di organico e orario adeguati». Detto in parole povere, fare i turni «diventa un tetris impegnativo». Dall’Asl Toscana Centro fanno sapere che, nonostante la mancanza di titolari, «al momento il numero di medici sostituiti che accettano incarichi mensili consentono di garantire un servizio continuo in tutte le 7 sedi della zona».
Più “tranquilla” la situazione per i medici di medicina generale nell’empolese. Le zone carenti nell’assistenza primaria, infatti, sono tutte state assegnate nell’ultimo bando, e quindi ora risultano coperte, spiega Bonci. L’unico comune in attesa di medico (quello precedente è andato in pensione) è Montelupo Fiorentino: «Lì i medici hanno superato il numero massimo di pazienti (1.500), ma arriverà una nuova convenzione», assicura Bonci. E sì, un po’ in tutti i comuni della Valdelsa ci sono casi di “superlavoro”, e cioè di medici con un numero di pazienti che ha raggiunto il massimale (1.500 )o - su base della disponibilità volontaria – lo ha superato arrivando a 1.800. «Per lunghi periodi – sottolinea Bonci – non è sostenibile, è decisamente impegnativo avere così tanti pazienti». Ma nell’area Empolese - Valdelsa «l’emergenza non c’è. Siamo ancora un territorio appetibile anche grazie alle esperienze delle Case della salute, alla possibilità di poter lavorare in modo strutturato con l’ausilio di infermieri e personale di segreteria». Certo è che il turn over per i pensionamento creerà ulteriori vuoti nei prossimi due anni. «E – conclude Bonci – servirà personale».
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