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Il futuro del Salumificio Piacenti. A dicembre la gara per acquisirlo

di Giacomo Bertelli
Il futuro del Salumificio Piacenti. A dicembre la gara per acquisirlo<br>

Una nuova proprietà per febbraio. La Cgil: «Ci sono già imprenditori interessati». La priorità per il sindacato è salvaguardare i 37 dipendenti della storica attività

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CERTALDO. Si terrà a dicembre la gara pubblica per acquisire il marchio e i locali del Salumificio Piacenti. È il primo, importante passo di un percorso che va nella direzione di salvaguardare la storica azienda, al confine fra Certaldo e San Gimignano, e i suoi 37 dipendenti, che è stata dichiarata fallita dal tribunale di Firenze a luglio.

Il Salumificio tuttora prosegue la sua attività, forte di un contratto di solidarietà messo in campo da rsa, Flai Cgil ed istituzioni, nell’ottica di non disperdere una azienda così importante per tutto il territorio.

Una volta pubblicata la gara si vedrà chi manifesterà concretamente il suo interesse per rilevare il marchio e gli stabili di Badia a Elmi, frazione del comune di San Gimignano. Una attesa che si gioca quindi su tre importanti passaggi: la gara pubblica, l'incontro della curatrice fallimentare con i creditori a febbraio 2024 e, in mezzo a questi appuntamenti, capire se vi saranno imprenditori realmente interessati a proseguire l’attività del Salumificio Piacenti e salvaguardare i posti di lavoro.

In tal senso va aggiunto che dei 37 dipendenti vi sono stati anche alcuni che hanno lasciato l’attuale posto di lavoro per spostarsi in attività del territorio e proseguire senza attendere il 2024. Proprio in questi giorni si è tenuta all’interno dei locali dell’azienda una assemblea da parte dei lavoratori, assieme alla Flai Cgil di Firenze, che ha permesso così ai dipendenti di dotarsi di una rappresentanza sindacale aziendale.

Una azienda per la quale vi è stato l’interesse anche da parte della Regione Toscana che, con il tavolo di crisi promosso dal consigliere Fabiani, ha cercato di approfondire tale tematica. «Il nostro intento è quello di procedere quanto prima alla gara pubblica e trovare quanto prima un nuovo acquirente. Sappiamo che nella manifestazione d’interesse si sono rivolti imprenditori interessati al Salumificio Piacenti. Questa è una buona base di partenza e siamo disposti a mettere in campo tutti gli strumenti necessari per favorire questo nuovo percorso. Il nostro intento è salvaguardare i posti di lavoro e ripartire quanto prima per mantenere alto sul mercato il valore di questo marchio del territori», spiega Mauro Bucciarella della Flai Cgil di Firenze. Un salumificio che è fra i pochi in Italia ad avere una linea preferenziale con il mercato americano e quindi molto gettonato per il suo export e prodotti da sempre tramandati di generazione in generazione.

Il Salumificio Toscano Piacenti intraprese il suo percorso nell’arte salumiera toscana nel 1957 a Certaldo, dove Piero Piacenti, seguendo la tradizione di famiglia inaugurata dal padre, inizia a lavorare nella macelleria del centro. È proprio Piero che fonda nella periferia del paese il primo grande stabilimento: un’operazione che permette di aumentare notevolmente la produzione e di allargare gli orizzonti del mercato, fino a quel momento limitati a un ambito locale.

Nel 1990 l’azienda trasferisce la propria sede a Badia a Elmi, frazione di San Gimignano. Nel 2007 il Salumificio Piacenti entrò a fare parte del gruppo Parmacotto. Un anno prima vi fu la scomparsa del fondatore, Piero.

Nacque così, nel 2009 un secondo stabilimento tecnologicamente all’avanguardia, adiacente a quello già esistente. Nell’aprile 2014 il “Salumificio Toscano Piacenti di San Gimignano” tornò a essere indipendente e saldamente legato al suo territorio, slegandosi dal gruppo Parmacotto, cominciando così un nuovo percorso che adesso necessita di una ulteriore svolta. Il salumificio è aperto, continua la sua attività, con dipendenti ed impiegati in ufficio che si dividono in turni, grazie al contratto di solidarietà.


 

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