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La ripartenza

Vinci, i nostri vini “alluvionati” in sconto: ed è boom di richieste da tutta Europa

di Sara Venchiarutti
I danni subiti dalla cantina dell’agriturismo
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I danni subiti dalla cantina dell’agriturismo

L’idea di un agriturismo di Vinci per rialzarsi dopo i danni causati dal maltempo. «Nessuno avrebbe comprato delle bottiglie con le etichette rovinate»

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VINCI. Quando il Vincio è esondato, giovedì sera, le bottiglie di vino di quell’annata erano tutte impilate con ordine in cantina, con le loro etichette, pronte per la vendita. In 18mila “riposavano” alla giusta temperatura, nella giusta ombreggiatura. Come tutti gli anni.

Su di loro però si è abbattuta un’ondata di acqua e fango che ne ha danneggiate almeno per due terzi. Rendendole di fatto invendibili. «Nessun negozio le avrebbe messe su uno scaffale», ha pensato Michele Luigi, che con la moglie Daniela Cavazzini – la titolare – gestisce l’agriturismo “Il Piastrino” di Vinci, quando si è trovato di fronte al disastro.

E, nella disperazione di aver perso in pochi minuti il lavoro di un anno, ecco l’idea: vendere le bottiglie danneggiate, ma rimaste integre, a prezzi ribassati per aiutarci a rialzarci.

In realtà «l’idea ce l’ha data un nostro amico, che era venuto all’agriturismo a darci una mano dopo l’alluvione», racconta Luigi.

E allora via con post sui social, ed è stato subito boom di domande. In tantissimi vogliono le bottiglie “alluvionate”. «Ci stanno arrivando tantissime telefonate ed email non sono dal circondario, ma anche da tutta Italia e dall’estero: Germania, Francia, Inghilterra. Ci stanno chiamando in tanti, e in tanti sono anche venuti a prenderle», dice Luigi.

E così se non tutte, almeno una parte delle bottiglie verrà venduta. Dal Chianti, quello più colpito, alle riserve più pregiate. «Era il mercato di tutto l’anno – spiega Luigi – e c’era anche tante riserve». Stavolta l’ondata che è arrivata all’agriturismo è stata di solidarietà.

«Quando abbiamo pubblicato il post – racconta Luigi – non ci aspettavamo per nulla una risposta di questa portata». Anzi, all’inizio, ammette Luigi, «non ero nemmeno tanto contento. Poi il mio amico e mia figlia hanno insistito. E meno male», dice con una risata. «Grazie a loro – spiega – stiamo avendo un aiuto enorme grazie alle tantissime persone che ci hanno voluto aiutare», sottolinea Luigi, che in una mano tiene il telefono, nell’altra ha ancora la pala per il togliere il fango.

Perché «abbiamo ancora 30 centimetri di fango da togliere, nonostante sono ormai cinque giorni che lavoriamo con le pale per toglierlo. L’acqua nella notte dell’alluvione – racconta – aveva raggiunto il metro e mezzo».

E il deposito del vino non è l’unico a portare i segni del disastro. «All’interno della cantina – spiega Luigi – dovremo sicuramente fare dei lavori di bonifica. C’è poi il problema di tutta l’attrezzatura, anche quella alluvionata». Ma nell’agriturismo non c’è solo il vino. C’è anche la parte dell’agricoltura, del pollaio. Per non parlare del deposito con i trattori. Anche lì sono stati registrati diversi danni. «Ora poi – aggiunge Luigi – abbiamo cominciato anche a risistemare il recinto dei cavalli, che si era rovinato con la corrente. Per fortuna non abbiamo registrato danni agli animali». Non è stato così per gli animali da cortile: «molti sono morti, come le galline».

Ed è ancora troppo presto per fare una stima precisa dei danni, il fango colora ancora tutto di mattone, ma «secondo me ad ora ci aggiriamo sui 250-300mila euro».

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