Il Tirreno

Empoli

La storia

Sos per lo storico panificio Vecci. «Andiamo in pensione: salvatelo»

di Cristian De Carlo
La squadra che ha lavorato alla Festa dell’Unicorno di quest’anno
◗
La squadra che ha lavorato alla Festa dell’Unicorno di quest’anno

Da dicembre niente più pizze e schiacciate, amate da generazioni di studenti. «Vorrebbero farci un negozio di alimentari, ma vorremmo che restasse così com’è»

3 MINUTI DI LETTURA





VINCI. Dopo un anno di voci che si rincorrevano tra gli abitanti di Vinci sulla possibile chiusura del forno storico di Vinci, ora è ufficiale: a dicembre il Forno Vecci cesserà l’attività in attesa di qualcuno che vorrà portare avanti la storia di questa storica attività.

Il Forno Vecci, infatti, ha una storia lunga 55 anni, portata avanti in tutto questo tempo dalla famiglia omonima. L’ultimo di questa discendenza è il fornaio Piero, che a dicembre andrà in pensione. Il forno è nato nel 1958 grazie al fondatore Santi Vecci ed alla moglie. Inizialmente era un mulino che si trovava sulla strada che porta a Lamporecchio, via Lamporecchiana, dopo ha iniziato a panificare e si è trasformato in un vero e proprio forno.

Tra gli anni Ottanta e Novanta il forno si ampliato ulteriormente, aprendo l’accesso da piazza della Libertà e diventando la bottega che adesso è, con prodotti da forno e pasticceria.

Piero insieme alla sorella Piera ed alla moglie Rossana ha portato avanti il locale negli ultimi. Anni in cui è stato aiutato anche dalla figlia. Quest’anno, però, i proprietari hanno deciso di chiudere perché è un lavoro che impegna tutto il giorno: il fornaio che impasta il pane la notte e la moglie che sta dietro al bancone dalla mattina alla sera per vendere la schiacciata e la pizza - e non solo - ai tanti studenti che la mattina si recano a scuola.

I Vecci hanno provato a cercare persone interessate all’attività, ma pochi sarebbero interessati a prendere tutto, compresa la parte di panificazione. I più vorrebbero il locale per farci un alimentare o altro. «Noi vorremmo vendere il locale per come è nato, quindi compresa la panificazione – racconta Rossana Puglisi, moglie di Pieron il fornaio –: ci piacerebbe che Vinci continuasse ad avere il suo forno storico dove trovare la nostra schiacciata, il nostro pane e la nostra pizza. Saremmo disposti anche a stare dietro per un periodo a coloro che lo volessero comprare per imparare il mestiere. Molte persone lo vorrebbero prendere e farci un alimentari che già c'è a Vinci. Noi invece vorremmo far continuare la storia del paese. Speriamo che qualcuno si presenti da qui a fine anno, quando cesseremo l’attività, altrimenti aspetteremo per vendere le licenze. Sappiamo che è un’attività complessa che prevede almeno cinque-sei persone per mandarla avanti. E tanta passione. Bisogna lavorare la notte per impastare ed infornare ed il giorno per vendere dietro al bancone oltre le consegne da fare. Noi facciamo un appello perché si presentino coloro che vogliono portare avanti la nostra attività così com’è e come vogliono i nostri clienti che resti. Durante la Festa dell’unicorno quest’anno eravamo in 15 a lavorare per le varie merende pranzi e cene ».

Tante le scolaresche delle elementari e medie che sono cresciuti con la merenda del Forno, così chiamato da tutti i Vinciani.

Il Forno è stato anche punto di riferimento per gli studenti della scuola dell’ottica che si trova nella stessa Piazza della Libertà. Studenti che venivano a studiare a Vinci da ogni parte d’Italia e d’Europa; alcuni sono tornati a salutare i proprietari dopo anni ed hanno mangiato le bontà del forno. I proprietari ricordano che hanno anche clienti abituali tra i turisti che ogni anno scelgono la città del Genio come meta turistica.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web