Il Tirreno

Empoli

Ferraris. La beffa dei lavori

di Sara Venchiarutti
Ferraris. La beffa dei lavori<br>

Entro gennaio 2025 verrà realizzato un edificio con 6 laboratori. La preside: «Ma a noi servono le aule, studenti nei prefabbricati»

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EMPOLI. L’iniziativa, dice la dirigente scolastica Ferraris Grazia Mazzoni, «è pregevole. Ben vengano investimenti sulla scuola pubblica». Il cantiere per ampliare l’istituto d’istruzione superiore Ferraris in via Sanzio è pronto, è partito ufficialmente ieri e la conclusione prevista è a gennaio 2025. Investimento: 3 milioni e 600mila euro. Tutti da fondi Pnrr. Ma quel progetto, che prevede la realizzazione di un altro edificio di circa mille metri quadri con ben 6 ambienti grandi, capaci di contenere 45 persone, era tarato a 10 anni fa. Quando, cioè, fu realizzato. «Ora però le nostre esigente – spiega Mazzoni – sono cambiate».

Tradotto: lì ad ora sono previsti dei laboratori, ma a «noi servono aule dove ospitare i nostri studenti». Da tempo, «da prima che arrivassi io, tre anni fa alla sede centrale abbiamo un prefabbricato con 12 aule. Speravamo di poter trasferire qui – dice la dirigente indicando lo spazio, ora vuoto, dove sorgerà il nuovo plesso – i ragazzi. Speriamo che il progetto si possa cambiare in itinere, modificando almeno metà dei laboratori per trasformarli in aule. Per ora ci hanno detto di no, ma è la città metropolitana ci deve trovare degli spazi».

Intanto, al di là dei ragazzi nei container, diversi studenti rischiano di restare “fuori”: «A febbraio – spiega la dirigente – chiudiamo le iscrizioni e non possiamo accogliere tutti, purtroppo. Quest’anno ne sono rimasti fuori una 50ina. Ma le richieste arrivano tutto l’anno, abbiamo diversi indirizzi specialistici».

Ma il via al cantiere per l’ampliamento di un’ala dell’istituto resta positivo. Restano due i lotti da costruire: l’edificio vero e proprio e la serra di collegamento con quello già esistente, costruito in precedenza. Serra perché «si tratterà di una galleria vetrata che ha una funzione di accumulare calore con il sole, per poi cedere il calore ai muri», spiega l’architetto Lorenzo Di Bilio, responsabile dei lavori, che competono alla Città metropolitana di Firenze. Grazie anche «ai pannelli fotovoltaici – aggiunge – l’edificio avrà zero consumi: produrrà tanta energia quanta ne consuma». I principi, poi, aggiunge Paolo Cianchi, dirigente dell’edilizia scolastica per la Città metropolitana, «sono quelli della bioedilizia: usare materiali derivanti da filiere certificate, a scarso impatto ambientale anche nell’ipotesi di una demolizione. La struttura portante è in mattoni, ma la parte esterna è in materiale vegetale, in questo caso sughero». Come l’edificio gemello accanto.

«È stata una corsa ad ostacoli, ma ci siamo», sottolinea soddisfatto il sindaco della Città Metropolitana di Firenze Dario Nardella. «È il primo passo – sottolinea – verso la realizzazione di un plesso scolastico strategico per il territorio».

Di fatto «un primo ma importante tassello di un masterplan più complessivo di investimenti che Città metropolitana farà sulle scuole superiori nella nostra città e che, nelle prossime settimane, presenteremo ufficialmente», sottolinea la sindaca Brenda Barnini. «Stiamo ridefinendo la geografia delle scuole empolesi», dice il sindaco di Certaldo Giacomo Cucini, delegato all’edilizia scolastica per l’Empolese Valdelsa della Metrocittà.

E quello partito ieri è “solo” il terzo cantiere nel polo scolastico di Via Sanzio: Ce n’è un altro, da 6 milioni di euro, per l’adeguamento sismico dell’istituto Fermi. L’altro, da oltre 7 milioni di euro (tra fondi Pnrr e Fsc, i Fondi per lo sviluppo e la coesione), per la realizzazione di un nuovo edificio, sempre a uso del Ferraris, con 24 aule scolastiche e palestra. «Questo cantiere – spiega Cianchi – si è fermato: i costi dei materiali sono aumentati del 30%, e la ditta è fallita. Ora è subentrata un’altra azienda, e speriamo che i lavori riprendano presto.

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