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Empoli, autobus troppo pieni: gli studenti restano a piedi

di Sara Venchiarutti
Empoli, autobus troppo pieni: gli studenti restano a piedi

Alla fermata di via Sanzio: «Ogni volta è una lotta per salire». E la strada si riempie di auto parcheggiate all’uscita da scuola

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EMPOLI. Il pullman appare all’orizzonte, in fondo a via Sanzio. E subito gli studenti e le studentesse che aspettano alla fermata si alzano in piedi. Controllano gli orologi, sono circa le 13.20 di un normalissimo venerdì d’ottobre. Bastano pochi secondi, un attimo di distrazione, e rischi di non entrare. «A me è capitato diverse volte: l’autobus era troppo pieno e sono rimasto a piedi», dice un ragazzo che frequenta l’Iti Ferraris, proprio di fronte.

È con un suo amico, che annuisce: «Capita spesso. Soprattutto – sottolinea – con quelli che vanno a San Romano e a Fucecchio, che sono sempre pieni, e succede di frequente che le persone restino qua», spiega indicando la fermata. La conseguenza? «Aspettare 40 minuti per il prossimo pullman», rispondono.

Lo sguardo si sposta tra il cellulare e la strada, misura quanto manca all’arrivo del mezzo. Il rumore di freni, ecco il cigolio delle porte che si aprono. I volti, un po’ ansiosi, scrutano l’interno del mezzo: ci sono già diverse persone in piedi. Tutti i posti da seduti, nemmeno a dirlo, sono già occupati. E scatta la corsa per entrare.

Chi era in “prima fila” entra subito, anche se già si deve fare largo tra un bel po’ di persone in piedi. Quelli dopo sono un po’ meno fortunati: entrano, ma sostano sulle scale di ingresso, in attesa di capire se riusciranno a entrare o meno. Si spinge ancora un po’, ci si stringe ancora di più. Le porte si chiudono.

Ma c’è anche chi, vedendo la situazione, ha capito da subito che era troppo in fondo, e non ce l’avrebbe mai fatta. Si allontana. «Prenderò quello dopo», dice un ragazzo con un’alzata di spalle, lo zaino sulle spalle quasi più grande di lui.

«Qui – spiega un altro studente sempre dell’Iti, seduto alla fermata (lui deve prendere l’autobus successivo) – bisogna combattere. Nell’ora di punta, all’uscita dalle scuole, c’è una folla che si ammucchia alla fermata, nel tentativo di entrare a volte si rischia di essere spinti sulla strada».

Anche due ragazze, una che studia al liceo Pontormo, l’altra all’artistico, conoscono bene il problema: «Gli autobus – confermano – sono strapieni, rimaniamo quasi sempre in piedi, tutti appiccicati. Qualche volta – ma sono poche – capita anche che non riusciamo a salire sul mezzo a causa delle troppe persone presenti». Si guardano, è qualcosa che vivono entrambe anche se una va in direzione Vitolini, l’altra verso Vinci. Un problema, quello del sovraffollamento dei mezzi nelle ore di punta, all’uscita da scuola, che era stato segnalato anche dai genitori stessi. Figli che non riescono a prendere il pullman. «Pago un abbonamento per mia figlia che si vede, il più delle volte, costretta a tornare a piedi fino a Sovigliana a causa di autobus strapieni», scrive una mamma su Facebook.

Ma non sono solo gli autobus a essere pieni. Basta arrivare una ventina di minuti prima dell’uscita di scuola, verso le 13, per vedere prima due, poi quattro, poi dieci macchine che parcheggiano ai lati di via Sanzio in attesa chi del figlio, chi della nipote. «Le auto sono parcheggiate sempre lungo tutta la via», conferma un babbo in attesa della figlia. E in effetti al suono della campanella la strada è invasa, da una parte e dall’altra. Si cominciano a sentire i clacson, non ci si muove, anche perché i due alti sono occupati dalle macchine. L’ingorgo dura una decina di minuti. Poi tutto ritorna tranquillo. E restano gli studenti in attesa del prossimo autobus.

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