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Fontana Manifattura: stato di agitazione e sciopero di 4 ore

di Pasquale Petrella
Il presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento della Fontana Manifattura a Montelupo (Foto Juri Autovino)
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Il presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento della Fontana Manifattura a Montelupo (Foto Juri Autovino)

Disattese le rivendicazioni sindacali

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MONTELUPO FIORENTINO. Quattro ore di sciopero, cominciando dalle 12,10 e proseguendo dopo la pausa pranzo fino a conclusione del turno. Si è consumata così la giornata lavorativa di ieri alla Fontana Manifattura in via delle Imprese a Montelupo Fiorentino, azienda con 78 dipendenti facente parte del Gruppo Fontana con sede legale a Milano. Uno sciopero indetto a seguito «della mancanza di risposte adeguate sulla contrattazione di secondo livello» ribadiscono dalla Rsu e dalla Filctem Cgil che stanno portando avanti la trattativa.

«Allo sciopero ha aderito la stragrande maggioranza dei dipendenti – dice Sergio Luschi della Filctem Cgil – Siamo arrivati a questo stato di agitazione dopo aver avuto risposte solo parziali e comunque non soddisfacenti alle nostre rivendicazioni che hanno a oggetto il premio di produzione, i buoni pasto, relazioni industriali e la sicurezza». Rivendicazioni che il sindacalista pone in una normale trattativa aziendale che ha visto il sindacato e i lavoratori esprimersi e comportarsi in maniera molto collaborativa e positiva l’anno scorso quando c’è stata l’acquisizione da parte del Gruppo Fontana della Pelletteria Sutoria.

«Nel 2022 abbiamo sostenuto quella operazione di acquisizione – continua Luschi – C’è stata sempre ampia collaborazione, esattamente come nel periodo difficile del Covid. Quest’anno però abbiamo posto delle richieste e purtroppo non abbiamo ottenuto risposte soddisfacenti. Di qui lo stato di agitazione e lo sciopero di 4 ore di oggi (ieri ndr). Per il futuro valuteremo come calibrare le forme di lotta ma siamo disponibilissimi al dialogo e questo l’azienda lo sa. Comprendiamo che ci sono dei legittimi interessi della proprietà, come però è bene ribadire che ci sono dei legittimi interessi da parte dei dipendenti e quindi la soluzione migliore per tutti non può che essere quella di sedersi intorno a un tavolo e raggiungere un accordo che raggiunga l’equilibrio di soddisfazione degli interessi di entrambe le parti». Accordo che fino a ieri però non c’è stato secondo l’Rsu e la Cgil ed ecco perché è stato indetto lo sciopero. Alle 12,10 la stragrande maggioranza dei dipendenti ha incrociato le braccia ed è uscita dallo stabilimento in via delle Imprese imbracciando le bandiere rosse della Filctem Cgil e srotolando uno striscione della rappresentanza sindacale della stessa azienda, fino al termine del turno lavorativo.

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