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Ritardi per l’avvio dei lavori al ponte dell’Elsa: tutta colpa dei prezzi aumentati del 50%
In agenda la realizzazione della rotatoria e la valutazione del traffico pesante. Da rivedere il cronoprogramma e anche la base finanziaria per le opere
CERTALDO. Impatto caro prezzi del 50% sulla realizzazione della rotatoria e valutazioni sul traffico pesante attorno al ponte dell’Elsa. Ecco spiegate le motivazioni che stanno portando ai ritardi nell’avvio del cantiere per una delle infrastrutture più importante che tiene insieme due province, Siena e Firenze, oltre che tre comuni come Certaldo, Gambassi Terme e San Gimignano. La rotatoria che sarà realizzata prossimamente permetterà di migliorare la sicurezza ai mezzi in transito e anche gli stessi pedoni in questo incrocio. Invece i lavori al ponte dell’Elsa vedranno un importante intervento di ristrutturazione, tale da aumentare anche in questo frangente la sicurezza collegata al transito dei mezzi pesanti, a seguito dell’individuazione di una vulnerabilità strutturale, accertata dopo le ultime verifiche.
La rotatoria
Per la realizzazione della rotatoria, si è parlato di un impegno di spesa totale di 850mila euro (adesso destinato vertiginosamente a salire) che coinvolge i comuni di San Gimignano, Certaldo e Gambassi Terme, Città Metropolitana di Firenze, Provincia di Siena e Regione Toscana. La Città Metropolitana di Firenze ha assunto il ruolo di soggetto capofila e stazione appaltante del servizio di progettazione. L’inizio dei lavori era stato previsto per il 2023 e adesso, come spiegato dal delegato alla viabilità per la Città Metropolitana di Firenze e sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini, i tempi di realizzazione della rotatoria si sono allungati e la base finanziaria deve essere ritrovata tra tutti gli interlocutori. Un crono programma che dovrebbe essere abbastanza veloce e che sarà reso noto prima possibile, una volta approvato dal collegio di vigilanza.
Ponte dell’Elsa
Dopo l'anticipazione de Il Tirreno nei giorni scorsi legata all’individuazione da parte della Città Metropolitana di Firenze di una vulnerabilità strutturale sul ponte, si è reso indispensabile progettare un sistema di controllo di accessi ai mezzi pesanti sulla stessa infrastruttura. Questo perché ad oggi i mezzi pesanti transitano su questo ponte, in quanto via più breve per collegare tre zone industriali. Collegamenti che potrebbero cambiare una volta concluso l’ultimo tratto della nuova 429 Certaldo - Castelfiorentino. Ma anche per questo tratto c’è da attendere e le istituzioni hanno necessità di dare risposte per fugare ogni ulteriore e possibile complicazione. Questa vulnerabilità sta mettendo le stesse istituzioni di fronte a valutazioni che dovranno arrivare nel prossimo futuro. Il ponte sarà pronto ad accogliere – spiega la nota – tutto il traffico, anche pesante, ma occorrerà una valutazione sull’opportunità di farli passare su questa infrastruttura aggiornata, dato che impatterà sulla viabilità di Certaldo. Attualmente vi sono due ordinanze sul ponte con il divieto di transito per i mezzi pari o più larghi di 2,30 metri e con un peso pari o superiore a 7 tonnellate. Ad oggi quindi capire se tali ordinanze resteranno invariate o meno è prematuro. La spesa di 2,7 milioni di euro è prevista per il 2024 come da precedente crono programma, che dovrà essere nuovamente aggiornato. L’obiettivo è di avere carreggiate più ampie, capaci di accogliere meglio i flussi di traffico e i passaggi ciclopedonali idonei ai collegamenti fra i nuclei abitati. In passato più volte gli imprenditori di Badia a Elmi e Badia a Cerreto, frazioni di San Gimignano e Gambassi Terme, avevano chiesto alle istituzioni la concessione di una deroga ad alcuni mezzi pesanti per favorire i collegamenti tra le zone industriali ed accelerare i tempi di percorrenza ma su questo punto non sono previste deroghe.
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