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Emanuele Alfani, l’ironman di Certaldo

di Giacomo Bertelli
Emanuele Alfani, l’ironman di Certaldo

Dopo essere stato un 9 capace di macinare gol, Emanuele ha cambiato disciplina. «L’obiettivo adesso è abbattere il muro delle 10 ore tra nuoto, corsa e bicicletta»

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CERTALDO. Dal calcio all’Iron Man, una storia fatta di passione, sacrifici e radicali cambiamenti nella vita quotidiana. La storia arriva da Certaldo, paese che si esalta per allenatori di calcio di calibro nazionale ed internazionale, da Luciano Spalletti fino a Paolo Indiani, e che adesso può annoverare anche un concittadino capace di disputare e portare a termine la competizione sportiva dell’Iron Man.
Emanuele Alfani, 47 anni, ha percorso nei giorni scorsi 3,8 chilometri a nuoto, 180,2 km in bicicletta e 42,2 km di corsa. Numeri che fanno letteralmente girare la testa e che rappresentano una vera e propria sfida per chi, fino a pochi anni fa, da attaccante di area di rigore, gonfiava le reti a suon di marcature.

Una storia quella di Emanuele Alfani che ha visto concludere l’amore per il calcio all’età di 43 anni per poi concentrare la sua passione su altre discipline. Una vita da centravanti quella di Lele, come lo chiamano gli amici, che lo ha visto percorrere prima la maglia viola del Certaldo per poi passare negli amatori con i colori del G. S. Boccaccio dove si è consacrato come uno dei centravanti più prolifici della categoria e per la stessa squadra. Poi il ritorno nel calcio Figc, con parentesi nel senese, prima di tornare in Valdelsa, fra Cambiano e appunto Certaldo. Una vita passata con il numero 9 sulle spalle a far divertire tifosi ed amici, oltre che i compagni di squadra, con la fama dell’eterno ragazzino e quella fame che si legge solo negli occhi di un giovane sempre con il “coltello” fra i denti.

Ma questa è storia passata, perché a partire dai 43 anni in poi per Alfani si sono aperti nuovi orizzonti, ancora più impegnativi: «Ho cominciato a scoprire la corsa, come sport per mantenermi in forma. Mi sentivo molto bene e provavo sensazioni positive. Mi sono poi innamorato del triathlon e grazie agli amici mi sono documentato con dei video». Oltre a questo anche la radio, con una trasmissione su radio Deejay alla base di questa scoperta: «Sento spesso gli interventi di Aldo Rock, uomo che si diletta tra musica e sport e che partecipa ancora al triathlon, mi ha molto motivato». Alfani ha cominciato con gare brevi e triathlon sprint, composte da 750 metri di nuoto, 20km in bici e 5km di corsa. Poi ha cominciato a salire di categoria in categoria, innalzando le competizioni, fino ad arrivare all’Iron Man a Cervia. «Si tratta di un evento unico in Italia, viene fatto una volta l’anno nel nostro paese ed ha il marchio originale».

Con oltre 6mila partecipanti e un tempo massimo di 11 ore per percorrere 3,8 chilometri a nuoto, 180, 2 km in bicicletta e 42, 2 km di corsa, la prima volta di Alfani si è conclusa positivamente. Il tempo complessivo è stato di 10 ore e 15 minuti: «Per l’anno prossimo l’obiettivo è di scendere sotto il muro delle 10 ore». Oltre 6mila partecipanti e oltre il 60% proviene dall’estero per un movimento che ancora in Italia non è esploso definitivamente. Tanti i sacrifici, anche quotidiani, per Emanuele: «L’alimentazione è fondamentale, in pratica mangio come se ogni giorno dovessi giocare a calcio, affiancando quotidianamente un allenamento. Il riposo fa parte della vita dello sportivo ma io cerco di spingere sempre al massimo».

In casa la sua famiglia, all’inizio ha pensato a un gioco: «Si sono accorti poi che era un impegno grosso. Comincio alle 6 ad allenarmi ma sono sempre presente per la mia famiglia, perché escluse alcune gare dove vado via 2 giorni, riesco a gestire bene il tempo. Che possa essere piscina, corsa o bicicletta». 
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