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Municipale, a Empoli scatta lo stato di agitazione: «Siamo ancora sotto organico»
Il prossimo 11 ottobre è previsto un incontro in Prefettura a Firenze per cercare di arrivare a un accordo fra le parti. «Le promesse fatte l’anno scorso non sono state mantenute»
EMPOLI. Nel luglio dell’anno scorso si arrivò allo sciopero. Poi la promessa da parte delle amministrazioni di portare l’organico a 105 unità fece sospendere lo stato di agitazione. A distanza di oltre un anno la Polizia Municipale dell’Unione dei Comuni circondario dell’Empolese Valdelsa torna a decretare lo stato di agitazione. «Purtroppo quelle promesse che allora ci sono state fatte non sono state mantenute» dice il sindacalista Luca Mori del Cse Flpl che ha indetto lo stato di agitazione insieme alla Uil Fpl che va oltre e riparte da dieci anni fa quando fu costituita la Polizia Municipale dell’Unione dei Comuni. «Da allora la situazione non è migliorata anzi su alcuni aspetti è peggiorata. Le motivazioni che portano allo stato di agitazione sono relative in particolar modo alle mancate assunzioni di agenti e ufficiali di Polizia Municipale per arrivare a quota 105 promessa durante lo stato di agitazione del 2022».
Un dato che stride con la realtà attuale che tra agenti, ufficiali, amministrativi e tecnici la Polizia Municipale è composta da 84 operatori e «con i concorsi in atto si dovrebbe arrivare forse a quota 96 lontano da quota 105», aggiungono i sindacati .
E poi c’è la «mancata organizzazione degli uffici trasversali che non sono ben organizzati, e di conseguenza anche la loro funzionalità risulta difettosa». a tal proposito i sindacati fanno presente che la disorganizzazione di quegli uffici i interni «ha comportato la mancata liquidazione degli ultimi 4 mesi di salario accessorio, con l’eventuale rischio di perdere nel tempo anche la liquidazione degli straordinari effettuati e maturati nei mesi precedenti».
Poi i sindacati parlano della situazione relativa alle loro divise e agli strumenti in loro dotazione. «Mancato acquisto di strumenti e della divisa. Negli anni ci siamo affidati sempre con gli acquisti con affidamento diretto e soltanto per pochi capi di vestiario solo per tamponare le richieste urgenti di usura del vestiario, stesso discorso vale per le dotazioni di difesa: spray anti aggressione scaduti, radio ricetrasmittenti con batterie finite, giubbotti anti proiettili obsoleti di taglie sbagliate».
«Tutte le carenze si ripercuotono sul ruolo che rivestiamo in termini di sicurezza, tutela e di dignità sia per gli operatori della polizia municipale che per la cittadinanza. – sottolineano Uil e Cse – C’è poi la mancata liquidazione Fondo Perseo Sirio di tre annualità ancora al momento non si è riuscito ottenere che ogni operatore della Polizia Municipale possa usufruirne».
«L’attuale stato di agitazione ci porterà davanti al Prefetto di Firenze il prossimo 11 ottobre – conclude Luca Mori – Sulla base di quanto emergerà in quell’incontro, faremo un’assemblea del personale e decideremo come muoverci di conseguenza».
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