Il Tirreno

Empoli

Strutture sanitarie

San Martino, l’hospice a misura del malato e della sua famiglia

di Francesca Bandinelli
La foto dell’ingresso dell’Hospice San Martino di Empoli
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La foto dell’ingresso dell’Hospice San Martino di Empoli

Empoli, è l’unico complesso di degenza del territorio e in pochi anni è diventato un punto di riferimento

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EMPOLI. In pochi anni, dal settembre 2020, è diventato un punto di riferimento per la comunità dell’Empolese Valdelsa e non solo. Di certo, una struttura d’eccellenza, per la professionalità medica ma anche per la capacità di empatizzare con il malato e, soprattutto, con la sua famiglia, perché, qui, tutto ruota attorno a queste due figure. L’Hospice San Martino di Empoli, frutto del lavoro di trasformazione della residenza sanitaria assistenziale di viale Volta, con un investimento di 650mila euro da parte dell’Ausl Toscana centro, è un’articolazione della rete assistenziale delle cure palliative, a conclusione di un percorso che vede attiva per 24 ore al giorno l’assistenza domiciliare sia di base che specialistica. È un microcosmo dove il paziente e la sua famiglia vengono messi al centro, cercando di studiare ogni volta la soluzione migliore, come una sorta di abito che necessita di correzioni simili, ma mai identiche a sé stesse. È prevista una degenza diurna, ma si lavora anche sulla gestione del fine vita, sui ricoveri temporanei per controllo dei sintomi e come punto di riferimento per garantire un sollievo al “caregiver”.

«L’Hospice San Martino è l’unica struttura di degenza delle cure palliative che fa da riferimento per i comuni dell’Empolese Valdelsa e Valdarno inferiore – spiegano la responsabile della struttura, dottoressa Cinzia Casini, direttore delle cure palliative, la dottoressa Francesca Maggi, medico di Cure Palliative e Sandra Niccolini, coordinatore infermieristico di Cure Palliative e dell’Hospice San Martino -. Ed è in rete con gli altri quattro hospice presenti dell’Ausl Toscana centro».

Si tratta, ci spiegano, di una struttura di recente costruzione, aperta a fine 2020, che conta 10 camere al piano terra, che si affacciano su giardino dedicato. La rete di sostegno psicologico è uno dei punti di forza: «Per alcuni casi – continuano – c’è la possibilità di avere un supporto, sia a domicilio che in hospice, durante il percorso della malattia o anche successivamente, per l’elaborazione del lutto». Il ricovero può anche essere temporaneo, con riaffido successivo del paziente all’equipe domiciliare: «Il setting assistenziale può essere modificato in base alle esigenze, in primis del malato ed anche della famiglia. Il termine che meglio caratterizza il percorso delle cure palliative è fluidità. Per esempio, può essere un dedicato sia a variazioni terapeutiche che necessitano di assistenza continua, con successivo rientro a domicilio alla stabilizzazione dei sintomi, sia servire da “sollievo” per le famiglie con elevato carico assistenziale».

Fondamentale, anche in questo campo, è il contributo che arriva dal mondo del volontariato: «Nei comuni dell’Empolese Valdelsa e Valdarno inferiore – concludono Cinzia Casini, Francesca Maggi e Sandra Niccolini -, per volere di familiari e simpatizzanti, nel 2021, è nata l’associazione Amici dell’Hospice Onlus. Lo scopo è quello di diffondere i principi e i valori delle cure palliative, oltre che sostenere la rete e l’Hospice San Martino».


 

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