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Schiuma nel fiume Elsa e moria di pesci, ma nessuno conosce le cause

di Giacomo Bertelli

	Pesci morti nel fiume Elsa
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Pesci morti nel fiume Elsa

Il contratto per la salvaguardia del fiume dovrà dare una risposta anche sull’origine del fenomeno

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CERTALDO. La firma del contratto per la salvaguardia e tutela del fiume Elsa e la successiva ratifica avvenuta nelle scorse settimane è stata l’occasione per affrontare nuovamente il tema delle schiume che interessano questo corso d’acqua da decine di anni. Va ricordato infatti che fra i 10 punti di questo contratto che riguarda una moltitudine di comuni, enti e autori predisposte al controllo e alla sicurezza di questo sistema ecofluviale vi è un paragrafo dedicato proprio all’acqua dello stesso fiume. I fatti sono altrettanto noti da anni: quando piove, il fiume all’altezza delle pescaie di San Galgano, Steccaia e Granaiolo, è interessato dalla formazione di schiume maleodoranti. Schiume che hanno una causa naturale secondo Arpat, la quale è intervenuta più volte su questo tema. Il sindaco di San Gimignano, Andrea Marrucci, in merito a questo fenomeno, ha dato la sua opinione: «I problemi ci sono e allo stesso tempo il tema della tutela delle acque è il primo elemento da affrontare. Abbiamo gli strumenti per poter agire, grazie anche alla collaborazione con Arpat».

Il Tirreno ha sollecitato più volte Arpat in questi mesi per cercare di avere aggiornamenti sul tema, ribadendo le cause naturali del fenomeno, senza però dimenticare che una analisi approfondita sul tema è aggiornata sul portale della stessa agenzia regionale per la protezione dell’ambiente al 2012, firmata dall’allora dirigente Marco Pellegrini. Nel corso degli anni Arpat è intervenuta più volte lungo il fiume Elsa a seguito delle tante segnalazioni cittadine ma che ad oggi non ha portato a un quadro chiaro e risolutivo. Le ultime rilevazioni, risalenti a più di un anno fa, hanno indicato fra le possibili cause della schiuma, dove si è registrata anche una moria di pesci, come un fenomeno «associabile – spiega la nota di Arpat – al cambiamento repentino delle condizioni atmosferiche con presenza di eventi temporaleschi dopo un periodo di prolungata siccità che possono avere determinato l’improvviso convogliamento nell’alveo del fiume di acque di dilavamento superficiale ed il trascinamento di materiali in sospensione in grado di compromettere la fisiologia della fauna ittica presente nel corso d’acqua causandone la morte».

Allo stesso tempo Arpat aveva specificato nella sua relazione del 2012 che, con maggiori risorse e strumentazioni a disposizione, lo studio del fenomeno delle schiume sul fiume Elsa, avrebbe potuto avere un nuovo corso ed ulteriori approfondimenti.
 

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